Violenza di genere

Demetra, il Centro antiviolenza di Lamezia che ridà voce alle donne

Arrivano con il passaparola, ma anche attraverso il numero antiviolenza e stalking 1522, trovando sempre la porta aperta e una speranza di vita nuova. Le donne che chiedono aiuto al Centro antiviolenza "Demetra" di Lamezia Terme, sanno di rivolgersi a un luogo sicuro, amico, nel quale si respira il frutto di una sinergia tra realtà del territorio da sempre impegnate nella loro cura e tutela

di Gilda Sciortino

Ascolto, accoglienza, capacità di dare voce alle azioni di contrasto alla violenza di genere che coiunvolge non solo le donne, ma anche tutto il mondo che ruota attorno a loro e che solitamente, quando interviene un qualunque genere di abuso, va in pezzi.

Queste le parole chiave necessarie per capire su cosa si fonda il lavoro del Centro Antiviolenza Demetra di Lamezia Terme, il cui lavoro da sempre punta a interpretare e conquistare nuovi linguaggi per comunicare, sensibilizzare e per intercettare anche lo sguardo delle nuove generazioni su un tema, purtroppo, socialmente trasversale. Linguaggi quali il  teatro, l’arte, la creatività anche perché permettono di  interagire con il maggior numero di persone possibili.

Quando si realizza la vera sinergia tra pubblico e privato, abbiamo percorso metà della strada

Francesca Fiorentino, presidente associazione “Mago Merlino”

Ma, per capire la portata del lavoro che viene condotto giornalmente, partiamo dai dati, presentati dall’ultimo report, che ci dicono che, nel 2024, le donne che si sono rivolte al Cav per un primo ascolto sono state 74, mentre quelle prese in  carico 40:  5 personalmente, 35 attraverso attraverso telefonate (quattro sono arrivate seguendo la strada tracciata dal numero antiviolenza e stalking 1522).

Se poi andiamo verificare il terzo trimestre del 2024, notiamo un incremento del 37,3% delle chiamate valide rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Risultato di un capillare lavoro di sensibilizzazione portato avanti nelle scuole e sul territorio che, durante tutto lo scorso anno, ha visto triplicare il numero delle donne prese in carico (15) che hanno deciso di sporgere denuncia. Numeri che potrebbero sembrare bassi, ma che, invece, sono altamente significativi, soprattutto se pensiamo ai contesti anche territoriali in cui le violenze nascono e si sviluppano, forti del lavoro sinergico portato avanti con il CPO del Tribunale di Lamezia Terme.

Meno positivo, invece, il dato che si riferisce al fatto che alcune donne tornano al Cav per un seconda volta. Avviene magari dopo anni, quando si pensava che la situazione di violenza non era più presente e agita, ma ciò non demoralizza le operatrici, pronte a riprendere in mano i frammenti delle vite delle donne per le quali il Centro antiviolenza Demetra c’è sempre stato.

Solo il 21% le donne che nel 2024 hanno denunciato

Donne, quelle che si rivolgono al Cav di Lamezia Terme, che, per l’80%, sono lametine, il 7% brasiliane, il 5% marocchine. Il 47% di loro ha fra i 40 e i 49 anni, mentre il 25% fra i 30 e i 39 anni; il 32% è sposato, il 27% separato, mentre il 32% è nubile. Rispetto ai figli, il 36% delle donne che chiedono aiuto a Demetra per interrompere la spirale della violenza ha figli minorenni con cui convive, il 21% li hamaggiorenni, mentre il 23% vive ancora con i genitori, solitamente per mancanza di indipendenza economica. L’autore della violenza è, poi, di nazionalità italiana, escluso un 3% non appartenente al’Unione europea: segno, questo, della presenza di una cultura patriarcale diffusa nelle famiglie. Solo il 21% delle donne ha denunciato nel 2024 violenza fisica: sono, invece, più presenti la violenza psicologica, al 37%, e lo stalking; il 68% delle aggressioni avvengono in casa, il 21% in luoghi pubblici, il 5% all’aperto, il 2% sul posto di lavoro.

Un impegno importante, quello del Cav di Lamezia, i cui dati ci dicono che, se le donne sanno di avere un luogo sicuro al quale rivolgersi anche solo per parlare e raccontare la propria storia, sono più facilmente predisposte a denunciare chi fa loro violenza. Che, nel 35% dei casi, non si finirà mai di dirlo, risulta essere l’ex partner, nel 17% l’ex coniuge, nel 30% il coniuge stesso. Nulla di nuovo, dunque, ma la conferma che la violenza verso le donne si consuma dietro la porta di casa, dentro le mura domestiche.

La rete che nasce dal lavoro di chi sta veramente al fianco delle donne

Un lavoro, che Demetra traduce concretamente stando al fianco delle donne, frutto di un percorso che ha dato vita a una rete promossa dalla Commissione delle Pari Opportunità, insediatasi nel 2009 nel Comune di Lamezia Terme, attivando una collaborazione stabile tra enti e formalizzando la cooperazione con un protocollo di intesa: l’istituzionalizzazione di una rete pubblico/privato che già operava a favore e con le donne sul territorio lametino. Rete che ha, come capofila del Cav Demetra, l’associazione di volontariato “Mago Merlino”.

vita a sud

«Il Centro Demetra è da tempo una certezza», afferma Francesca Fiorentino, presidente di Mago Merlino, «nato nel 2009, in seguito della legge 20 del 2007, perché  si impattava con un bisogno sul territorio di donne che effettivamente venivano violentate o abusate, ma non si declinava mai questo tipo di situazione. Pertanto, in una interlocuzione con altre organizzazioni, che sul territorio si occupavano di donne, abbiamo messo su questa sinergia di forze e di professionalità per realizzare un Centro antiviolenza, che potesse essere bene comune sul territorio di Lamezia Terme. Non abbiamo voluto fare una cosa solo legata alle organizzazioni del Terzo settore o al gruppo di donne associate, ma vivere e far vivere un’esperienza pubblico-privato di coprogettazione e di coazione. Credo che i risultati si vedano e toccano con mano».

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