Giovani e volontariato

Basilicata, servizio civile anche a 14 anni. Il Terzo settore: «Bene, ma attenzione all’attuazione»

La legge 'Scacco' istituisce il Servizio civile regionale per i giovani lucani, estendendolo anche ai minorenni. Dal Terzo Settore l'appello per risorse adeguate e procedure snelle. Forum Terzo Settore, Csv, Federsolidarietà e Legacoopsociali: è necessario un dialogo continuo per evitare che l’iniziativa rimanga inefficace

di Luca Iacovone

regione basilicata servizio civile

Nel gioco degli scacchi, dare scacco significa mettere il re sotto attacco, costringendolo a una mossa difensiva. Non è ancora scacco matto, ma un passaggio cruciale che può ribaltare la partita o aprire nuove possibilità. È quello che sembra accadere anche in Basilicata, dove con la legge S.C.A.C.Co. (Servizio di Cittadinanza Attiva per la Cultura e la Coesione sociale) viene istituito il Servizio civile regionale. Una mossa strategica importante nel campo delle politiche giovanili, ma dagli esiti ancora incerti. Ora la sfida sarà attuarla senza che si trasformi in un labirinto burocratico, preoccupazione condivisa dal Terzo settore lucano.

Con questa decisione, la Basilicata si affianca a quelle regioni italiane che stanno sperimentando un Servizio civile regionale, ampliando le opportunità di partecipazione giovanile accanto a quelle offerte dal Servizio civile universale. La legge appena approvata amplia le possibilità di accesso per i giovani lucani, già dai 14 anni, prevedendo, quando sono coinvolti minorenni, che le modalità di svolgimento siano definite in accordo con l’Ufficio scolastico regionale. Un aspetto distintivo importante che mira a stimolare precocemente nei giovanissimi il senso di appartenenza e responsabilità verso la comunità.

Un passaggio atteso anche dal Forum Terzo Settore Basilicata, che nei mesi scorsi aveva avanzato la richiesta di aprire il Servizio civile regionale ai minorenni. «Tra le proposte del Forum, illustrate in un evento pubblico a marzo 2024, c’era anche la richiesta di una sperimentazione di un servizio sociale solidale per i ragazzi, quale strumento per avvicinarli al mondo del volontariato» afferma Carmela De Vivo, portavoce lucana del Forum.

La legge regionale accoglie la nostra richiesta di ampliare le finalità e i soggetti ammessi, aprendo anche ai minorenni

Carmela De Vivo, portavoce Forum Terzo Settore Basilicata

Se da un lato l’istituzione del Servizio civile regionale rappresenta un’opportunità in più per i giovani lucani, dall’altro la sua reale efficacia dipenderà dalle risorse che verranno messe a disposizione. Un aspetto su cui Gianleo Iosca, direttore del Centro servizi al volontariato Basilicata, invita a mantenere alta l’attenzione: «Accogliamo con favore l’iniziativa della Regione, che offre ai giovani una nuova possibilità di impegno sociale. Tuttavia, la vera sfida sarà la capacità della Regione di stanziare fondi adeguati. Il successo della misura dipenderà dal numero di posti disponibili e dall’entità delle risorse investite».

Un elemento importante è che il Servizio civile regionale non esclude quello universale, permettendo così di ampliare il ventaglio di opportunità disponibili per i ragazzi

Gianleo Iosca, direttore Centro servizi al volontariato Basilicata

Oltre alle risorse, un altro aspetto chiave sarà il modello di governance e il ruolo del Terzo Settore nell’attuazione della misura. Un punto su cui Michele Plati, presidente di Federsolidarietà Confcooperative Basilicata, richiama l’attenzione: «Ogni nuova opportunità per i giovani lucani merita il sostegno e l’attenzione di Federsolidarietà, perché investire nel loro protagonismo significa rafforzare il tessuto sociale ed economico della Basilicata. Il riconoscimento del valore del loro impegno è un segnale positivo per il futuro delle nostre comunità e per il ruolo strategico del Terzo Settore nello sviluppo locale».

Servono procedure snelle e un dialogo costante con le realtà del territorio, affinché questa occasione non si disperda tra vincoli amministrativi e complessità operative

Michele Plati, Federsolidarietà Confcooperative Basilicata

Affinché l’iniziativa possa esprimere appieno il suo potenziale, è però necessario che la sua gestione non si trasformi in un freno per le organizzazioni coinvolte. «Servono procedure snelle e un dialogo costante con le realtà del Terzo Settore, non solo nella fase di redazione del Piano Triennale, ma soprattutto nella prima attuazione, quando verranno costruite le esperienze concrete sulla base delle prime sperimentazioni. Un’interlocuzione continua e strutturata con chi opera sul territorio sarà decisiva per garantire l’efficacia e la sostenibilità di questo nuovo strumento di cittadinanza attiva».

Dobbiamo capire meglio il dispositivo normativo, per evitare che il progetto si trasformi in un insieme di buone intenzioni che non trovano concretezza nei fatti

Katia Bellomo, Legacoopsociali Basilicata

Anche per Katia Bellomo, responsabile regionale di Legacoopsociali, la nuova legge rappresenta una buona opportunità, ma le criticità legate alla sua attuazione non vanno sottovalutate. «Condividiamo gli intenti della proposta di legge, che mira a favorire il coinvolgimento dei giovani e la responsabilizzazione delle comunità» afferma Bellomo. «Tuttavia, è fondamentale che la legge venga implementata in modo efficace. Dobbiamo capire meglio il dispositivo normativo, per evitare che il progetto si trasformi in un insieme di buone intenzioni che non trovano concretezza nei fatti. La vera sfida sarà quella di rendere il Servizio civile regionale un’esperienza formativa, capace di stimolare i ragazzi non solo a livello culturale, ma anche professionale, potenziando le loro competenze per una futura occupabilità».

Foto in apertura Palazzo della Regione, sede della Giunta regionale

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