Quali sono le basi dell’economia civile? Reciprocità e altruismo rispondono molti teorici e commentatori (che si radunano numerosi nella rocca di Bertinoro). Principi alternativi a interesse e utilità individuale. Secondo me è una visione un pò troppo schematica che, portata alle estreme conseguenze, fa dire a Cassandra (in un post controverso con molte versioni all’attivo) che il nobel a Elinor Ostrom è dato all’economia di mercato perché i gestori dei beni comuni sono i

n realtà guidati da incentivi di utilità. A me sembra che non funzioni in questo modo e che questa posizione sconti una visione sociologica e antropologica “riduzionista al contrario” (anche se è niente in confronto al dogmatismo utilitarista di questi ultimi decenni). Credo che i comportamenti sociali delle persone siano guidati da un mix di valori e orientamenti estremamente variabile nella composizione e dinamico nel tempo. E credo inoltre che utilità e interesse non si elidano se accostati a principi di solidarietà. Anzi può essere un modo per esplicitare qual’è l’utilità individuale, declinandola in un processo voloto a obiettivi di interesse generale. Esemplificando: se oggi le dolomiti sono diventate patrimonio dell’umanità una buona parte del merito va agli usi civici – i commons per eccellenza – molto diffusi in queste aree. La loro costituzione ha consentito per secoli alle comunità locali di soddisfare bisogni primari legati alla sopravvivenza. Il mantenimento di un’equilibrio ambientale che soddisfava le utilità dei singoli ha generato un bene che oggi è addirittura assunto a rango di interesse “dell’umanità”. Non male per degli individualisti.
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