Il nuovo numero di VITA magazine
Terzo settore? Provate a fare senza
Un viaggio distopico in un mondo senza Terzo settore: il numero di VITA magazine di marzo vuole essere un bagno di realtà per la politica e per tutti i cittadini. Troppe volte diamo per scontato l’esistenza di soggetti sociali che generano benessere per tutta la comunità. Con tre racconti firmati da giovani scrittori della scuola Holden di Torino

“Provate a fare senza”. Si intitola così il numero di VITA magazine di marzo (gli abbonati possono scaricare qui la versione digitale). Un viaggio distopico in un mondo senza Terzo settore. Un viaggio che nasce da un’evidenza: deficit nella percezione del peso delle attività non profit sulla vita di tutti noi (e non solo in ambito socio-assistenziale). Un’asimmetria fra realtà e peso reale del settore che ha effetti diretti sulla considerazione che in larga misura la politica e la pubblica amministrazione hanno nei confronti dei soggetti che operano nell’ottica esclusiva dell’interesse generale. Il racconto che facciamo nelle pagine del magazine di marzo vuole restituire un senso di realtà non solo ai decision maker, ma a tutti i cittadini.

Come sarebbe la vita di ciascuno se non potesse contare sui soggetti sociali? In prima battuta abbiamo lanciato la sfida a tre giovani scrittori della scuola Holden di Torino (Martina Cangialosi, Andrea Usala, Natalia Sinico): ne sono usciti tre racconti pieni di senso e inventiva. Sempre nel primo capitolo ci siamo poi immaginati un mondo fatto da 25 “senza” (ma potevano essere molti di più): senza protezione civile, senza sport per tutti, senza aiuti per i poveri, senza donatori di sangue…e così via. Un mondo invivibile.

Nel secondo capitolo parola a otto artisti impegnati nel sociale a cui abbiamo chiesto come l’incontro con le associazioni ha cambiato la loro esistenza: Alessio Boni, Caterina Murino, Chiara Francini, Cesare Bocci, Elio, Linus, Martina Colombari e Neri Marcorè.

Infine nel terzo capitolo focus su 8 partite decisive per le organizzazioni del Terzo settore. Perché gli elogi al Terzo settore sono sempre generosi. Poi però i fatti non rispettano gli impegni. Ma è qui che si misura la credibilità dell’azione politica e di governo: riduzione del Fondo contro la povertà educativa, Iva al Terzo settore, “furto” del 5 per mille, freno agli investimenti sociali, mancato adeguamento delle tariffe per i lavoratori del sociale, tagli alle detrazioni per chi dona, il doppiopesismo dell’Irap che sfavorisce il non profit e il Piano per l’economia sociale di cui non si sa nulla.
Nessuno ti regala niente, noi sì
Hai letto questo articolo liberamente, senza essere bloccato dopo le prime righe. Ti è piaciuto? L’hai trovato interessante e utile? Gli articoli online di VITA sono in larga parte accessibili gratuitamente. Ci teniamo sia così per sempre, perché l’informazione è un diritto di tutti. E possiamo farlo grazie al supporto di chi si abbona.