Diritti e salute
Sulla denuncia della giornalista Mannocchi interviene l’associazione sclerosi multipla
Il messaggio di ringraziamento del presidente di Fondazione Aism, Battaglia: le liste d'attesa impongono anche a malati con l'esenzione di pagare di tasca propria controlli ed esami. I pdta sono spesso diritti solo sulla carta. Bisogna capire che la salute non è un costo.
di Redazione

La denuncia di Francesca Mannocchi, che ha condiviso la propria esperienza di paziente che è poi l’esperienza di tutti di lunghe liste di attesa e dell’impossibilità di eseguire un esame in tempi ragionevoli se non pagandolo di tasca propria anche per chi avrebbe l’esenzione, è l’occasione per l’Associazione italiana sclerosi multipla per ritornare su una tema essenziale come quello dell’accesso tempestivo alle cure. «Ringraziamo Francesca Mannocchi per aver sollevato ancora una volta un tema cruciale per la vita di milioni di persone: l’accesso tempestivo alle cure» si legge in una nota.
«Chiunque, nel corso della propria vita o della propria malattia, si è trovato di fronte a un sistema che non sempre garantisce risposte immediate. Il problema delle liste d’attesa è sotto gli occhi di tutti e, nonostante gli sforzi istituzionali, ancora oggi troppe persone devono affrontare ostacoli burocratici e organizzativi per ottenere esami e cure essenziali» dichiara in una nota Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione italiana sclerosi multipla, l’ente di ricerca di Aism. «Per chi convive con una malattia cronica, come la sclerosi multipla, il ritardo nell’accesso ai controlli periodici o ai trattamenti può fare la differenza tra una gestione efficace della malattia e un peggioramento delle condizioni di vita. Questo non riguarda solo la sclerosi multipla, ma tutte le patologie croniche e invalidanti, che richiedono una programmazione puntuale delle cure. Per questo motivo, nella nostra Carta dei Diritti, abbiamo sancito il diritto alla cura e alla salute come principi fondamentali e non negoziabili».
I Pdta: diritto solo sulla carta
«Esistono strumenti che possono migliorare questa situazione: i Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali Pdta sono progettati per garantire un accesso rapido e pianificato agli esami necessari, senza passaggi burocratici inutili. Tuttavia, il loro funzionamento è compromesso se il sistema non è in grado di assicurare posti disponibili per esami e visite. Servono soluzioni concrete. Bisogna potenziare il Servizio Sanitario Nazionale, garantire risorse adeguate e attuare strategie efficaci per ridurre le liste d’attesa, come il prolungamento degli orari di attività, l’assunzione di nuovo personale e l’ottimizzazione della rete di prenotazioni».
La salute non è un costo
«La salute non è un costo, ma un investimento. Un sistema sanitario efficiente non solo migliora la qualità della vita delle persone, ma è anche economicamente sostenibile: diagnosi e cure tempestive riducono il rischio di complicanze e i costi a lungo termine per il sistema sanitario. Come Aism, continueremo a batterci per il diritto alla salute e a lavorare con le istituzioni affinché ogni cittadino possa ricevere le cure di cui ha bisogno, nel momento giusto e senza ostacoli. La salute è un bene comune: serve un impegno collettivo per garantire che nessuno venga lasciato indietro».
Foto di Aism
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