Formazione

Sudan, attacco alla sede dell’Unhcr

Una guardia e uno degli aggressori sono rimasti uccisi, mentre un operatore internazionale dell'UNHCR e un'altra guardia sono in gravi condizioni

di Redazione

Un operatore internazionale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e un agente di sicurezza locale sono in condizioni critiche dopo essere stati vittime di colpi di arma da fuoco, nel corso di un attacco avvenuto ieri sera nella sede dell’Agenzia a Yei, in Sudan meridionale. Nell’aggressione, è rimasto ucciso un altro agente di sicurezza locale.

“Si tratta di un evento sconvolgente. Il nostro pensiero e i nostri cuori sono vicini alle famiglie della vittima e dei feriti che combattono contro la morte” ha affermato l’Alto Commissario ONU per i rifugiati António Guterres.

I dettagli dell’attacco non sono ancora completamente chiari, ma è noto che alle 20.30 di ieri sera – ora locale di Yei – la sede dell’UNHCR è stata attaccata da due sconosciuti armati. Una guardia e uno degli aggressori sono rimasti uccisi, mentre un operatore internazionale dell’UNHCR – colpito all’addome – e un’altra guardia – colpita alla gamba – sono entrambi in gravi condizioni nell’ospedale di Juba, dove sono stati trasportati in aereo da Yei questa mattina. Al più presto saranno portati a Nairobi.

Altri sei operatori internazionali dell’UNHCR si trovavano nel “compound”, al momento dell’attacco. Nessuno di loro è rimasto ferito. Non era presente staff locale. Uno degli aggressori è stato catturato e adesso è detenuto a Yei.

“Questo attacco evidenzia le difficoltà cui l’UNHCR deve far fronte nelle attività che svolge nel sud del Sudan, dove è impegnato a creare condizioni favorevoli affinché migliaia di rifugiati sudanesi che si trovano nei paesi limitrofi possano farvi ritorno e rimanere stabilmente” ha aggiunto Guterres.

L’UNHCR è presente a Yei dal 2004 per preparare il terreno per il rimpatrio nella provincia di Western Equatoria dei sudanesi fuggiti dal sud del proprio paese e che si sono rifugiati nella Repubblica Centrafricana (RCA), nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda.

Le operazioni di rimpatrio dalla RDC alla regione di Yei, il cui inizio era programmato per la prossima settimana, sono state sospese per il tempo necessario all’UNHCR per riesaminare la situazione.

I rifugiati provenienti dal sud del Sudan nei paesi limitrofi sono 350mila – 13mila dei quali nella Repubblica Democratica del Congo – mentre gli sfollati interni sono circa 4 milioni. —

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