Welfare

Sanità: danneggiati da Talidomide, è sparita la legge?

Mai emanati i decreti attuativi che consentirebbero ai focomelici il giusto indennizzo

di Redazione

Che fine ha fatto il decreto attuativo del ministero della Salute che prevede l’indennizzo per i cittadini italiani danneggiati da Talidomide? Questa la domanda alla base dell’interrogazione parlamentare al ministro del Welfare Maurizio Sacconi avanzata dai parlamentari radicali nel Pd.

Il talidomide, ricordano gli esponenti dell’opposizione in una nota, e’ un principio attivo contenuto in vari farmaci la cui somministrazione nel mondo, tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60, provoco’ tante malformazioni gravi nei neonati. Nel 1962 il ministero della Sanita’ ne ordino’ il divieto del commercio e il ritiro dal mercato, con un ritardo di 6 mesi rispetto agli altri Paesi europei. Nel territorio nazionale le vittime si stimano in 600/700, ma un censimento ufficiale non e’ mai stato fatto. “Questi cittadini italiani – rileva l’interrogazione del senatore Marco Perduca, in collaborazione con le associazioni Aduc e Tai onlus e la cellula Coscioni di Milano – da cinquant’anni sono vittime soprattutto dell’indifferenza dello stesso Stato per la loro sorte. Mentre in altri Paesi la stessa casa farmaceutica (la Celgene) e’ stata condannata a risarcire queste famiglie, in Italia solo nel febbraio 2006, con la legge n. 27, veniva dato riconoscimento giuridico alla sindrome da talidomide e disposto un risarcimento da parte dello Stato. Risarcimento, pero’, mai avvenuto poiche’ il ministero della Salute non ha mai provveduto a emanare il decreto attuativo della legge”.

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