Mondo

Quanto è corrotto il mondo? E noi?

Pubblicato oggi l'Indice globale della corruzione percepita, che riguarda il settore pubblico di 177 paesi. L'Italia è sessantanovesima, la peggiore dell'Europa occidentale, ma in miglioramento. Le nazioni più pulite quelle del Nord Europa e la Nuova Zelanda, si sta peggio in Somalia e Corea del Nord

di Gabriella Meroni

Non siamo tra i più corrotti del mondo, ma certo ci "difendiamo" abbastanza: l'Italia si è piazzata 69esima nella classifica della corruzione globale stilata come ogni anno dall'organizzazione internazionae Transparency. Si tratta del "Corruption Perceptions Index", che ricorda al mondo come "abusi di potere, accordi occulti e mazzette continuino a devastare le nazioni", come si legge nella prefazione del Rapporto (per una sintesi clicca qui). 
L'analisi, che prende in esame 177 paesi e riguarda esclusivamente il settore pubblico, assegna il punteggio massimo di 100 alle nazioni che si comportano meglio (ovvero in cui la "corruzione percepita" è più bassa), e 0 ai paesi più corrotti. L'Italia fa parte del gruppone di paesi che stazionano sotto i 50 punti – rappresentano due terzi del totale – e ottiene 43 punti, al pari di Kuwait e Romania e peggio di Giordania, Macedonia e Montenegro, risultando comunque la peggiore dell'Europa occidentale; l'anno scorso tuttavia stavamo peggio, visto che il nostro paese occupava il gradino numero 72, guadagnamo quindi 3 posizioni. I paesi più virtuosi sono quelli del Nord Europa e la Nuova Zelanda, mentre fanalino di coda è la Somalia, preceduta da Nord Corea e Afghanistan. Ma ecco le classifiche.
I 10 Paesi più corrotti:
Somalia
Nord Corea
Afghanistan
Sudan
Sud Sudan
Libya
Iraq
Turkmenistan
Syria
I 10 Paesi meno corrotti:
Danimarca
Nuova Zelanda
Finlandia
Svezia
Norvegia
Singapore
Svizzera
Paesi Bassi
Australia
Canada
 

Nessuno ti regala niente, noi sì

Hai letto questo articolo liberamente, senza essere bloccato dopo le prime righe. Ti è piaciuto? L’hai trovato interessante e utile? Gli articoli online di VITA sono in larga parte accessibili gratuitamente. Ci teniamo sia così per sempre, perché l’informazione è un diritto di tutti. E possiamo farlo grazie al supporto di chi si abbona.