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“Per ora non si adotta”
La Cai ricorda che non ci sono procedure pendenti. Parla Daniela Bacchetta
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“Negli ultimi giorni, dopo il drammatico terremoto che ha devastato Haiti, giungono alla Linea CAI numerose telefonate ed e-mail di coppie che chiedono informazioni circa la possibilità di adottare minori provenienti da quel Paese”. Inizia così un comunicato stampa, pubblicato dalla Commissione Adozioni Internazionali, che informa sulla situazione dei minori nella zona colpita dal terremoto.
“In generale, si sottolinea che i cataclismi, così come le emergenze belliche, sono situazioni in cui occorre particolare prudenza nell’avviare procedure adottive. In tali circostanze è sempre necessario attendere che, nelle zone colpite dalla calamità, la situazione rientri nella normalità, affinché siano ristabilite le condizioni per accertare l’effettivo stato di abbandono dei minori residenti nelle aree colpite (le cui famiglie potrebbero essere solo temporaneamente disperse) e le procedure di adozione degli orfani possano essere realizzate nel pieno rispetto delle norme nazionali e internazionali”.
“Si segnala inoltre che l’Italia ha sempre avuto una limitatissima attività nell’ambito delle adozioni internazionali ad Haiti e che nessuna procedura adottiva è attualmente pendente in tale Paese”.
La posizione della Cai “è assolutamente condivisa dalle altre autorità centrali”, sottolinea a Vita Daniela Bacchetta, vicepresidente della commissione.
Vita: Anche gli altri paesi stranieri dunque sono dell’idea che le adozioni internazionali siano per ora da sospendere?
Bacchetta: Assolutamente sì. Le immagini di accoglienza trasmesse da alcuni telegiornali si riferiscono ad adozioni che erano già prima del terremoto in fase conclusiva, con lo stato di abbandono del bambino accertato. Su tutti gli altri bambini, colpiti da questo evento devastante, non possiamo e non dobbiamo prendere decisioni avventate. Non bisogna ripetere quanto è successo con il Rwanda in passato, con accoglienze precoci dopo cui si venne a sapere della presenza di parenti, nonni o zii dei bambini, che avrebbero voluto ricongiungersi.
Vita: Conferma l’impegno della Cai per un milione di euro da utilizzare in cooperazione?
Bacchetta: Proprio domani avremo una riunione con lo staff del presidente Giovanardi per decidere come investire le risorse nel modo più efficace possibile.
Vita: Dal momento che c’è un solo ente autorizzato – il Nova, anche se non operativo nella regione dal 2007 – per Haiti, pensa che nel 2010 disporrete nuove autorizzazioni?
Bacchetta: Non guarderei oltre l’emergenza, davvero. Bisogna aspettare di spostare le macerie, curare i feriti, contare i bambini, aiutarli a ritrovare i genitori. Ogni adozione disposta prima di tutto questo sarebbe un abuso. Per gli enti adottivi che vorranno fare semplice cooperazione in Haiti le possibilità ci sono, non dovranno certo aspettare la nostra autorizzazione per rimboccarsi le maniche e aiutare questo popolo.
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