Territori
Nogarole Rocca: crocevia fra comunità locale e piattaforme globali
Il piccolo centro in provincia di Verona è il punto dove si incrociano le direttrici nord - sud dell'autobrennero e quelle est - ovest della Torino-Venezia. Qui l'inverno demografico non esiste, anzi la popolazione è in aumento. Come spiegarlo? L'alleanza fra il Comune, una cooperativa sociale e Confindustria può darci qualche risposta

Cosa succede nel caso di un “incontro ravvicinato” tra comunità locali e piattaforme globali? Per cercare una risposta si può andare a Nogarole Rocca (Vr), borgo di 3mila abitanti – fieramente suddiviso in 3 frazioni – nel cui territorio sono atterrate le piattaforme del commercio globale (Zalando e altre). Merito, o colpa, della sua posizione geografica nei pressi dello snodo di Verona dove s’incrociano le direttrici nord – sud dell’autobrennero e quelle est – ovest della Torino-Venezia. L’ideale per un’industria come quella della logistica che ormai rappresenta, complice l’e-commerce, un’infrastruttura cruciale (e critica) della nostra società.
Gli effetti di questa “crush” tra locale e globale sono ben evidenti ad iniziare dallo skyline paesaggistico costellato di nuovi capannoni. Ma anche a livello demografico: a Nogarole Rocca l’inverno demografico non esiste. È anzi una lunga primavera di nuovi abitanti, molti dei quali di origine straniera, a cui si aggiungono – come nelle grandi aree urbane – fenomeni di “uso temporaneo” del territorio. Basti pensare che la popolazione quasi raddoppia se si considerano i lavoratori pendolari provenienti da zone limitrofe per coprire turni h 24 e 7 su 7.
Come leggere questo fenomeno che sfugge alle principali narrazioni dello sviluppo territoriale? Qui si trova la dimensione del borgo, l’evoluzione più recente del capitalismo e nel mezzo una old economy agricola e artigianale a cui si potrebbe aggiungere anche un po’ di magnetismo culturale e turistico della vicina Verona.

L’amministrazione comunale, con il supporto della cooperativa sociale Hermete e il finanziamento di Confindustria Veneto, ha individuato in un’indagine localizzata sul ben-vivere la chiave di lettura per cercare di capire non solo cosa sta succedendo ma soprattutto per mobilitare al meglio della sua efficacia quella che il sindaco chiama “la principale opera pubblica” ovvero la comunità locale. Una ricerca – azione che ha l’obiettivo non tanto di stilare classifiche sulla qualità della vita buone soprattutto per alimentare chiacchiere da bar (o da social) ma piuttosto di mettere a fuoco i determinanti, cioè le cause e i fattori, che ne influenzano l’andamento. Un’analisi fin qui compiuta sondando in senso qualitativo una ventina di leader comunitari ma che vorrebbe propagarsi “a palla di neve” presso una più ampia platea di cittadini e utilizzatori del territorio. L’idea è che l’indagine aiuti, secondo le aspettative dell’assessora alle politiche sociali, a delineare elementi di principio e di metodo ispirati al valore della generatività che consentano di immaginare nuove forme di partecipazione comunitaria e addirittura di governance del territorio.
La ricerca lascia per ora intravedere tre macro determinanti.
In primo luogo l’insieme di collaborazioni che caratterizza il rapporto tra associazionismo e servizi pubblici locali generando una sorta di intelaiatura di partecipazione chiamata ad allargarsi rispetto a “popolazioni nascoste”. Si tratta soprattutto di lavoratori stranieri che spesso vivono il territorio in senso meramente estrattivo (lavoro e stipendio), pregiudicando così anche la loro di qualità della vita.
Un secondo fattore di benessere è legato all’affermarsi di nuove concezioni della qualità ambientale e paesaggistica, attraverso forme di fruizione dello spazio naturale e delle infrastrutture storico culturali del territorio. Tutto questo in un quadro di sviluppo urbanistico piuttosto vivace dove la casa – e i servizi annessi come la mobilità – rappresenta un bene ancora accessibile anche se non come nel recente passato.
Terzo e ultimo elemento che può fare la differenza rispetto al ben vivere a Nogarole Rocca è rappresentato da una popolazione giovanile cosmopolita e insieme radicata, alla quale sono da affidare risorse e opportunità che ne sostengono il protagonismo non come una specie di “specie protetta” ma come agente di cambiamento.
La sfida è riprodurre questi e altri determinanti del ben-vivere attraverso un nuovo contratto sociale sottoscritto e messo in atto da una ampia platea di abitanti in grado di governare questa fase di sviluppo così “straordinaria”.
Foto: Pexels
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