Cultura

«Ma voi cosa ci fate qui?»

La testimonianza. Pacifiste a rischio di arresto

di Redazione

Vera Melgari, bresciana, 27 anni, è arrivata due mesi fa in Palestina. Prima, un anno di servizio civile internazionale a Santiago del Cile nel corpo ?Caschi Bianchi?. Ora vive ad Hares, piccolo centro dei Territori occupati.

Sono partita come volontaria per Iwps – International women peace service, organizzazione nonviolenta di sole donne che dal 1992 è presente in Medio Oriente. Ad Hares e dintorni, Iwps è l?unica presenza internazionale. Poco distante c?è Ariel, una delle colonie più grandi della Cisgiordania. Ovvero checkpoint, esercito israeliano, tensioni con i coloni. La polizia palestinese si trova solo nelle città, mentre qui l?esercito israeliano è libero di fare quello che vuole: incursioni notturne, confische di terreno, col pretesto di costruire postazioni militari, vessazioni ai checkpoint verso i palestinesi che devono passarci ogni giorno per andare a lavorare la loro terra. Per questo una delle nostre principali attività è accompagnare i palestinesi ai loro campi. Iwps è apolitica, però appoggia la lotta nonviolenta del popolo palestinese nel resistere all?occupazione. È una resistenza tradizionalmente laica: la gente vota Hamas non per motivi religiosi ma perché è stufa della corruzione dei vecchi partiti, al-Fatah in testa. Iwps, come tante altre organizzazioni internazionali, non è riconosciuta legalmente, entriamo nei Territori con un visto turistico e rischiamo di essere arrestati durante le manifestazioni o in entrata in Israele, per presunti ?motivi di sicurezza nazionale?. Prevale lo stupore dei militari nel vederci in questi luoghi a condividere le privazioni dei palestinesi: «Cosa ci fate qui?», è la domanda più frequente.

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