Era dai tempi della carestia (giugno 2004) che i nigerini non manifestavano il proprio scontento nelle strade di Niamey. È successo il 7 febbraio e
per una volta è stato risparmiato il presidente Mamadou Tandja. Le proteste di oltre 40mila manifestanti erano tutte indirizzate alla Danimarca e alle caricature del profeta Maometto apparse su alcuni organi di stampa occidentali.
«Siamo arrabbiati», aveva dichiarato uno degli organizzatori, prima di ricordare che i nigerini sono «un popolo tollerante che coabita pacificamente con una rispettosa minoranza cristiana ». Che la protesta si sia chiusa in maniera pacifica non ha sorpreso nessuno. Nemmeno il vescovo emerito di Niamey, Guy Armand Romano. «Da anni», spiega, «cattolici e protestanti del Niger stanno portando avanti un dialogo costruttivo con i leader musulmani per rafforzare la fratellanza e la cooperazione. Purtroppo i nostri sforzi rischiano di svanire
nel nulla se lasciamo via libera a degli imbecilli che in nome della
libertà di espressione compiono scelte irresponsabili». Così, «si favorisce
l?estremismo wahabiita», in crescita costante di consensi in Niger.
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