Cultura

Internet: Vaticano, non discrimini poveri e donne

Documento del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali sul digital divide

di Gabriella Meroni

Internet discrimina le donne e la Chiesa le difende. Occorre, afferma infatti il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, “tutelare i diritti delle donne a proposito dell’accesso a Internet e di altri aspetti della nuova tecnologia informatica”.

Il riferimento e’ evidentemente anche alla pornografia “abietta e distruttiva” che circola in rete (in proposito il Vaticano invita pero’ a “evitare una censura a priori da parte dei Governi” sottolineando che “in linea di principio l’auto-regolamentazione e’ il metodo migliore”). Ma tra i tanti rischi insiti nel cyber-spazio, la Chiesa denuncia con particolare forza il ripetersi di “una versione aggiornata dell’antico divario fra i ricchi e i poveri di informazioni”. “Il ‘digital-divide’ – afferma il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali – rappresenta una forma di discriminazione che divide i ricchi dai poveri, fra le nazioni e al loro interno, sulla base dell’impossibilita’ di accesso alla nuova tecnologia informatica”. E vi e’ in questo un rischio reale “a danno delle donne e anch’esso va eliminato”.

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