Cultura

Filippine: Pime, su padre Bossi polemiche controproducenti

Il Pontificio Istituto Missioni Estere smonta le accuse di passività rivolte al governo italiano sul tentativo di liberazione del missionario

di Redazione

Il Pontificio Istituto Missioni Estere prende le distanze dalle polemiche sorte in Italia sui tentativi di liberare padre Giancarlo Bossi, il religioso italiano rapito il 10 giugno a Payao, nell’isola di Mindanao nelle Filippine. ”Fin dai primi giorni il governo italiano si e’ mobilitato nelle Filippine con l’ambasciatore, in Italia con l’unita’ di crisi del Ministero degli Esteri, per offrire al Pime tutto il sostegno necessario”, si legge in un comunicato dell’istituto. ”Proprio da domani una delegazione dell’unita’ di crisi giungera’ a Mindanao per lavorare con le autorita’ locali politiche ed ecclesiali, insieme ai missionari del Pime. A tutt’oggi il Pime non ha ricevuto alcuna rivendicazione, ne’ e’ a conoscenza di chi siano i rapitori”. Secondo l’Istituto, ”guardare all’accaduto come a un conflitto fra cristiani e musulmani e’ al momento ingiustificato. Il Pime non vuole essere coinvolto in polemiche politiche e si spiace che la vita di una persona venga strumentalizzata”, conclude la nota, aggiungendo che ”le polemiche di questi giorni in Italia rischiano di essere controproducenti, rendendo ancora piu’ difficile la liberazione del nostro confratello”. Onde evitare qualsiasi illazione, d’ora in poi il Pime si affidera’ esclusivamente a comunicati ufficiali.

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