Famiglia
Darfur: Acnur, “villaggi dati alle fiamme”
Lo denuncia l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati
L’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Acnur) ha lanciato un nuovo allarme per quanto e’ accaduto negli ultimi giorni nel Darfur, dove alcuni villaggi sono stati dati alle fiamme con l’obiettivo di impedire il rientro dei rifugiati nelle proprie case. Lo scorso anno, durante il ramadan, le milizie arabe janjaweed bruciarono 55 villaggi. Oggi, nel momento in cui circa 20mila persone si apprestano a rientrare nelle proprie abitazioni, gli incendi sono ripresi. “Si tratta di atti gratuiti che valgono come messaggi per chi sta tornando a casa”, ha detto Jennifer Pagonis, portavoce dell’Acnur.
L’Alto commissariato e’ venuto a sapere di questi nuovi incendi da un cittadino del villaggio di Seraf, una sessantina di chilometri da El Geneina, capitale del Darfur occidentale. Un anno fa circa 200 famiglie erano fuggirono dal villaggio per paura degli attacchi da parte dei janjaweed. Nei giorni scorsi gli operatori umanitari hanno constatato che il villaggio era stato completamente bruciato e di esso non restavano che i mattoni anneriti delle case. Per l’agenzia umanitaria, la fuga oltre due milioni di persone dal conflitto e le rappresaglie contro i civili stanno determinando “un cambiamento radicale nella struttura demografica e sociale del Darfur”
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