Docente presso l?Istituto per gli studi di politica internazionale, professore di Politica economica all?università di Teramo, Francesco Passarelli è uno dei più profondi conoscitori delle problematiche connesse all?approvazione della Costituzione europea. Vita lo ha intervistato.
Vita: Mentre andiamo in stampa c?è ancora incertezza sull?approvazione della Costituzione Ue. Il voto delle Europee ha influito su questo cammino?
Passarelli: Ha fatto accelerare i governi, perché dare l?impressione di litigare dopo questo voto di protesta sarebbe deleterio. Ma il rischio è un compromesso al ribasso.
Vita: Non le sembra che con una Costituzione così la Ue sia destinata ad essere solo un?unione di tipo economico?
Passarelli: L?Unione era ed è già un?unione economica. In questi primi 50 anni, la Ue è cresciuta solo dove gli Stati avevano interessi e volontà di trasferire a Bruxelles parte della loro sovranità.
Vita: La conseguenza di un?Unione incentrata solo sull?economia?
Passarelli: Che abbiamo assistito a una costruzione non armonica della Ue. Abbiamo una moneta unica, ma non c?è una politica di sicurezza, né una politica estera. La Costituzione è una premessa per invertire la rotta. Ma non risolverà i problemi della divisione dei poteri.
Vita: Può essere più chiaro?
Passarelli: La Commissione è un organo tecnico o politico? Quale l?equilibrio politico tra Parlamento e Consiglio? Perché il Consiglio prevale sul Parlamento? Sono ambiguità che neanche questa Costituzione potrà risolvere.
Vita: Se lei potesse decidere, cosa cambierebbe?
Passarelli: Innanzitutto la scriverei al massimo in 10 pagine, mentre questa ne ha 110. Poi inserirei l?elezione diretta del presidente della Commissione, che così dovrebbe rispondere ai cittadini. La terza modifica è l?inserimento dell?identificazione delle aree di competenza esclusiva sulla base di principi economici: l?Unione non deve fare tutto, ma solo ciò che è conveniente che faccia. Infine abolirei la Pac, per liberare risorse a favore di un bilancio comune veramente redistributivo.
Vita: L?Unione Europea? Un nano politico e un gigante economico. Vale ancora questa definizione?
Passarelli: Il motto dell?Unione è «Uniti nella diversità», ma con le differenze economiche, sociali e culturali che caratterizzano i 25 Paesi e con il voto all?unanimità, prendere decisioni su politica estera, sicurezza, giustizia, sarà impossibile. E questo è un dato di fatto.
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