Sostenibilità
Compagnia di San Paolo, un miliardo in quattro anni per sostenere i progetti ad alto impatto sociale
La fondazione ha presentato oggi il Documento programmatico pluriennale 2025-2028 , con l’obiettivo di generare un impatto significativo sul Nord-ovest dell’Italia. I temi cruciali sono crisi climatica, degrado ambientale, transizione digitale, povertà e disuguaglianze, denatalità
di Redazione
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Un miliardo di euro nell’arco di quattro anni, da destinare alle attività filantropiche, di cui 700 milioni di euro per il cambiamento sistemico e progetti di impatto, 160 milioni di euro per l’attività filantropica della fondazione e la realizzazione di progetti diretti di grande portata, come il restauro e la rifunzionalizzazione del complesso della Cavallerizza Reale di Torino (nella foto d’apertura), e 140 milioni di euro per Fondi nazionali, filantropici e progetti futuri. È, in sintesi, l’impegno della Fondazione Compagnia di San Paolo contenuto nel Documento programmatico pluriennale 2025-2028, un piano strategico che guiderà le azioni della Fondazione nei prossimi quattro anni, con l’obiettivo di generare un impatto significativo sul Nord-ovest dell’Italia, in particolare per quanto riguarda i temi cruciali della crisi climatica e del degrado ambientale, dell’accelerazione della transizione tecnologica, delle povertà e diseguaglianze, dell’inverno demografico. Il Piano, presentato oggi, si ispira alle migliori esperienze di fondazioni internazionali e declina alcuni dei principi chiave della filantropia moderna: fiducia, rischio e flessibilità.
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«Il Piano rappresenta un concreto esercizio di programmazione strategica con al centro i valori fondamentali delle persone e delle comunità, coerentemente con la missione storica della Fondazione», spiega Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo. «Si tratta di un piano flessibile, frutto di un processo partecipativo e condiviso, concepito per essere attuabile fin da subito con il contributo cruciale e sinergico degli organi della Compagnia, della struttura operativa e di numerosi stakeholder ed esperti esterni, a cui va il nostro sentito ringraziamento. È un piano che si propone di contrastare tutte le forme di povertà e di ridurre le crescenti disuguaglianze con un approccio strutturale capace di favorire un cambiamento sistemico che generi uno sviluppo sostenibile. Siamo certamente focalizzati sul nostro territorio di riferimento, ma abbiamo l’ambizione di promuovere la crescita del Paese in una prospettiva e con un respiro internazionale. Puntiamo a soluzioni innovative e durature, utilizzando le risorse filantropiche come leve di trasformazione a servizio del bene comune, in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti di contesto e di anticipare i trend globali».
«La Fondazione Compagnia di San Paolo rinnova il suo patto con il territorio: riconosce e valorizza il suo ruolo sussidiario per il bene comune insieme agli enti della società civile organizzata e alle istituzioni pubbliche con cui negli anni è stata costruita una relazione di fiducia», dichiara Alberto Anfossi, segretario generale della Fondazione. «Vogliamo definire insieme obiettivi e priorità, focalizzandoci sugli effetti e sull’impatto dei progetti e semplificare le nostre procedure amministrative mettendo a disposizione strumenti erogativi aperti, programmati e riconoscibili. Inoltre, riconosciamo la nostra responsabilità di promuovere l’innovazione gestendo iniziative promettenti a rischio elevato e lavorando inoltre per ampliare gli strumenti, finanziari e no, a favore dello sviluppo sostenibile del territorio (erogazioni, capacity building, mission related investment) e per rendere le nostre risorse flessibili, rapidamente disponibili».
Il Documento si allinea agli obiettivi della Strategia 2030 delle Nazioni Unite, al quadro europeo e al Piano nazionale di ripresa e resilienza – Pnrr, articolandosi in tre obiettivi e quattordici missioni. Ogni missione è accompagnata dalla declinazione programmatica della strategia, che include azioni e piani concreti, pensati per raggiungere gli obiettivi prefissati».
«Vogliamo migliorarci ogni giorno e per farlo abbiamo individuato quattro linee di metodo trasversali», aggiunge Gilli. «Parlo di mobilitare risorse aggiuntive promuovendo azioni e investimenti congiunti con partner pubblici e privati anche internazionali; di rafforzare sempre il nostro ruolo di learning organization, di analizzare le nostre policy, sia per amplificare impatto, sia per promuovere iniziative su scala più ampia; e di attrarre competenze, talenti, progetti filantropici e investimenti anche a livello internazionale. La Fondazione intende così consolidare sempre di più il proprio ruolo di agente di trasformazione e innovazione».
«La programmazione economica della Fondazione Compagnia di San Paolo è pensata per essere sostenibile nel lungo termine», conclude Anfossi. «Assume il principio delle “due velocità”. Una prima velocità è legata alla programmazione annuale e pluriennale che declina i concetti di fiducia, rischio e flessibilità per generare innovazione e un cambiamento sistemico, lavorando sulla rimozione delle cause dei problemi, rafforzando il tessuto sociale e economico attraverso alleanze con enti, istituzioni e attori sociali; la seconda per lo sviluppo di un numero limitato e selezionato di progetti di dimensione medio-grande nei quali l’obiettivo è un impatto in termini di effetti sull’ecosistema e di visibilità su scala non solo locale. Il Gruppo Compagnia di San Paolo si configura così come un vero e proprio “do tank” a servizio del territorio e del Paese, capace non solo di erogare fondi, ma soprattutto di progettare e realizzare interventi ad alta complessità, avvalendosi di una struttura composta da ottime professionalità e capacità manageriali».
I grandi progetti a impatto da realizzare nel quadriennio possono essere suddivisi in tre categorie.
Progetti di dimensione molto rilevante e/o a elevato ruolo proattivo da parte della Fondazione, come ad esempio l’accompagnamento alla Fondazione nazionale AI4I (intelligenza artificiale) con sede a Torino tramite una serie di azioni complementari che riguardano il collegamento internazionale, la formazione e il trasferimento tecnologico e progetti che guardano ai vuoti urbani come il completamento delle Arcate del Moi, uno spazio che potrebbe essere dedicato alle Life Science e alle tecnologie della salute; progetti di dimensione significativa, in cui il contributo della Fondazione fa la differenza anche a fronte di un apporto diretto di tipo economico/organizzativo circoscritto, come ad esempio le azioni di restauro, rifunzionalizzazioni e piani d’area di beni culturali (Villa della Regina e altre); progetti di cambiamento sistemico su cui la Fondazione si impegna in primis in termini di studio e approfondimento, come ad esempio nuove progettualità relative alle persone giovani.
Con questo nuovo Piano, la Compagnia conferma il proprio ruolo di protagonista nello sviluppo del territorio, con uno sguardo rivolto al futuro e un impegno concreto verso la sostenibilità e l’equità.
Il patrimonio della Compagnia al 31 dicembre 2024, valutato a prezzi di mercato correnti, ammontava a 10,1 miliardi di euro. La componente strategica valeva circa 5,2 miliardi, dei quali 4,5 miliardi rappresentati dalla partecipazione in Intesa Sanpaolo. La componente diversificata valeva circa 4,8 miliardi. Il valore del patrimonio aggiornato al 12 febbraio 2025 è di 10,8 miliardi di euro. Per l’esercizio 2025, gli interventi per finalità istituzionali relativi a delibere da adottare sono stimati in complessivi 175 milioni di euro, ma si ipotizzano ulteriori 40 milioni per realizzare progetti ad alta complessità e 35 milioni per contributi a fondi nazionali e filantropici, per un totale complessivo di 250 milioni.
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