La notizia in apparenza potrebbe sembrare irrilevante: Cina e Giappone sono praticamente stati autorizzati a partecipare a una vendita all’asta eccezionale per acquistare un totale di oltre 100 tonnellate di avorio, il cui commercio è considerato illegale, provenienti dagli stock governativi di quattro Paesi dell’ Africa meridionale. Il via libera stabilito a Ginevra dalla Cites – la commissione che regola il commercio internazionale delle specie a rischio – è sintomatico dello strapotere commerciale di certi Paesi dell’Estremo Oriente nei confronti del continente africano. Il divieto di compravendita dell’avorio africano, è bene rammentarlo, proveniente dalle zanne d’elefante è stato per quasi vent’anni un tabù. Secondo l’Allan Thornton, agenzia britannica specializzata nel monitoraggio dell’ambiente, il rischio è che si torni “ai tempi tristi in cui gli elefanti erano destinati all’estinzione”. Da segnalare un recente studio di esperti statunitensi che aveva messo in evidenza come l’abbattimento dei pachidermi africani, perpetrato dai bracconieri, potrebbe determinarne in tempi brevi l’estinzione, alimentando così una domanda d’avorio in forte incremento, soprattutto in Cina.
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