Welfare

Barcone si ribalta in mare, è strage

Salvi in 48, ma «siamo partiti in 370» dichiarano i superstiti. «Eravamo in mare da tre giorni»

di Redazione

Tragedia al largo di Lampedusa dove un barcone si è rovesciatodurante le operazioni di soccorso. Solo 48 le persone recuperate fino a ora sui 300 migranti che erano a bordo secondo l’Oim e 20 i cadaveri avvistati da un elicottero della Capitaneria di Porto.

Ho perso tutta la mia famiglia. Mia moglie e il mio figlio sono morti tra le onde. Il mio bambino aveva solo tre anni”, è la testimonianza di uno dei superstiti. “Eravamo in mare da tre giorni – dice ancora stremato – la nave imbarcava acqua e quando abbiamo visto la nave procedere lentamente verso di noi a motori spenti ci siamo fatti prendere dal panico. Ci siamo agitati e il barcone si è capovolto. A bordo c’erano 370 persone”.

L’imbarcazione si è ribaltata a circa 39 miglia a sud-ovest della maggiore delle Pelagie, aveva chiesto soccorso tramite telefono satellitare durante la notte alle autorità maltesi e, su richiesta di queste ultime, erano partite da Lampedusa due motovedette delle Capitanerie di Porto ed un elicottero della Guardia di finanza. Giunta sul posto alle quattro circa di questa mattina la prima delle motovedette ha intercettato il barcone alla deriva in una situazione di grave pericolo. Il mare molto agitato e la concitazione a bordo del barcone hanno reso vano ogni tentativo di trarre in salvo gli immigrati, finiti in acqua nel corso delle operazioni di soccorso.

Le avverse condizioni meteo rendono difficili le operazioni di ricerca dei naufraghi che comunque proseguono. E la speranza di trovare i migranti ancora in vita si affievolisce con il passare delle ore, mentre le stesse operazioni di recupero dei cadaveri avvistati sono rese difficoltose dal mare forza 6 e dal vento di Maestrale a oltre 30 nodi che spira nella zona del naufragio, dove ci sono onde altre tre metri.

Tra i 48 superstiti – che hanno dichiarato di provenire da Somalia, Nigeria, Costa d’Avorio, Ciad, Sudan, Bangladesh – ci sono 8 donne di cui una all’ottavo mese di gravidanza.

L’Oim definisce “molto drammatico” il racconto degli immigrati che sono riusciti a mettersi in salvo dopo il naufragio. Secondo quanto riferito dai superstiti, la loro imbarcazione, quando è arrivata la Guardia Costiera, stava già imbarcando acqua e soltanto quelli che sapevano nuotare sono riusciti a salvarsi. Tra i sopravvissuti, riferisce ancora l’Oim, non risultano minori, ma uno dei superstiti ha raccontato di aver perso il suo bambino nel naufragio.

Le condizioni dei superstiti sono tuttavia discrete, tutti presentano segni più o meno gravi di ipotermia. Al momento sono sei i migranti che hanno dovuto essere ricoverati al poliambulatorio dell’isola. Gli altri, dopo essere sbarcati, sono stati trasferiti a bordo di pullman al centro di prima accoglienza, dove ci sono circa 1.500 migranti, dopo l’ondata di sbarchi di ieri.

Intanto prosegue l’ondata di sbarchi. Nella notte sono complessivamente 351 gli immigrati approdati sulla più grande delle Pelagie. Tra loro anche 18 donne e 5 bambini.

Intanto sul fronte dei trasferimenti ieri con ponti aerei e navi in 400 hanno lasciato l’isola. Sono partiti, poi, i 212 minori che fino a stamane si trovavano ancora a Lampedusa.

Al porto di Livorno è arrivata stamattina la motonave ‘Clodia’ della compagnia Tirrenia con a bordo 200 migranti destinati ai vari centri di accoglienza della Toscana. Giunta a Cagliari la nave proveniente da Lampedusa con circa 700 tunisini destinati ad essere ospitati in una caserma dell’Aeronautica militare in viale Elmas a Cagliari.

Mentre, nella notte, decine di extracomunitari sono fuggiti dalla tendopoli allestita nei pressi del centro di accoglienza di Pian del Lago a Caltanissetta. Una cinquantina sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine, che hanno organizzato posti di blocco e presidiano anche la stazione ferroviaria. Nella tendopoli sono ospitati circa 500 immigrati trasferiti da Lampedusa nei giorni scorsi. Alcuni di loro sono riusciti ad eludere i controlli e a scavalcare la recinzione alta circa 4 metri.

Sull’episodio leggi l’editoriale di Riccardo Bonacina

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