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Bambini a Milano: 17 proposte per colmare il gap
Creare un Albergo sociale per famiglie con figli sfrattate, potenziare le baby sitter di condominio, far nascere nelle scuole primarie dei centri di ascolto per i genitori: la Giornata #bambiniamilano si è conclusa con una risoluzione in 17 punti. Eccoli
«Vorrei suggerirvi una prospettiva che vi sembrerà paradossale: quella di non mettere i bambini al centro»: così padre Giuseppe Bettoni, presidente di Arché, sabato 14 maggio ha concluso il suo intervento alla Giornata di Studio #bambiniamilano. «Nessuno è il centro del mondo, nemmeno i bambini: piuttosto tutti siamo “figli di” e questa è la prospettiva di responsabilità che dobbiamo tenere presente nel pensare i bambini a Milano e non solo, di oggi e di domani».
In questo video, presentato durante la Giornata, i bambini di Milano disegnano la città che loro vorrebbero.
Il Forum di riflessione sul rapporto tra bambini e la vita nella Milano metropolitana, promossa da Fondazione Arché insieme a Università Cattolica e a Save the Children, si è concluso con una risoluzione finale con 17 proposte concrete (qui il testo integrale, che si può sottoscrivere). Eccone alcune:
- Costituire un Osservatorio di monitoraggio permanente sui bambini a Milano;
- Progettare e realizzare un approfondimento sullo status economico e le condizioni abitative delle famiglie con componenti di età compresa tra 0 e 14 anni;
- Creare un Albergo Sociale per famiglie e nuclei mamme e bambini sfrattati in condizione di emergenza temporanea e difficoltà economiche che hanno i requisiti per l’ERP (Edilizia Residenziale Pubblica);
- Istituire nelle scuole primarie e secondarie inferiori dei centri di ascolto gestiti da personale qualificato per accogliere la domanda di informazione e orientamento da parte dei genitori;
- Sfruttare e valorizzare le potenzialità degli spazi delle scuole al di fuori dell’orario curriculare, per implementare progetti di accoglienza e intrattenimento educativi, culturali, di integrazione rivolte al personale scolastico, ai ragazzi e alle loro famiglie;
- Potenziare all’interno del sistema della domiciliarità la linea di aiuti familiari nella componente baby-sitting, in ottica di conciliazione tempi lavoro e famiglia, favorendo forme innovative come baby-sitter di condominio, coinvolgendo se possibile “giovani nonni”, neopensionati e giovani studenti;
- Formulare ed attuare politiche a sostegno dei nuclei famigliari con figli a carico che comprendano anche l’erogazione contributi e/o bonus economici per i nuclei in difficoltà riguardo la gestione delle attività educative e ricreative dei figli minori (0- 14 anni);
- Invito perché l’amministrazione comunale si impegni a sostenere il valore dell’istituzione del Tribunale dei Minorenni;
- Chiediamo all’amministrazione comunale di promuovere una discussione presso il Governo del Paese sul tema della rappresentanza politica di tutti i membri della famiglia, compresi i figli minorenni.
Foto Getty Images
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