Non profit
Aspettando i bandi per giovani e Sud
Presentati a metà settembre, annunciati ai primi di ottobre, sembra che ora siano in dirittura d'arrivo. A disposizione ci saranno 37,4 milioni di euro

Che fine hanno fatto i bandi per i giovani e il Sud? Presentati a metà settembre, annunciati per i primi di ottobre, a oggi i 37,4 milioni di euro per finanziare progetti di promozione sociale sono rimasti sulla carta.
Eppure erano stati gli stessi ministri della Coesione territoriale, Fabrizio Barca e quello della Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, intervenendo alla presentazione dello scorso 13 settembre, ad assicurare il rispetto delle date. «I bandi saranno pubblicati i primi giorni di ottobre», dissero. Una settimana dopo incontarono a Napoli le organizzazioni di volontariato. Da allora dei due bandi si sono perse le tracce. Vita ha contattato gli uffici stampa dei due ministeri per saperne di più. Da quello della Coesione nessuna risposta, dal dicastero della Cooperazione fanno invece sapere che i bandi sono in dirittura di arrivo, «questione di ore» e che saranno pubblicati sul sito del dipartimento della Gioventù all’indirizzo www.gioventu.gov.it
Il primo avviso ”Giovani per il sociale”, a cui è destinato il 60% dello stanziamento complessivo (22,45 mln), sosterrà progetti che intendono favorire l’offerta di servizi collettivi, l’inclusione sociale, la legalità, la formazione e l’istruzione, il dialogo tra identità culturali e religiose, la cittadinanza attiva e la solidarietà.
Il secondo, “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici”, finanzierà progetti per il recupero e la valorizzazione di beni e spazi pubblici prevalentemente a vocazione culturale, ambientale, sociale per restituirli alle comunità dando impulso all’imprenditoria giovanile e all’occupazione sociale.
I progetti potranno essere presentati da associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, Onlus, Ong, fondazioni, enti morali ed ecclesiastici.
Quelli ammessi potranno godere ciascuno di un cofinanziamento pubblico fino a 200mila euro.
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