Economia

AGRICOLTURA. S.o.s. frutteti: crollano agrumi, pere e pesche

Stanno scomparendo dalle campagne a causa degli incrementi dal campo alla tavola

di Redazione

Per effetto della moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola è scomparso oltre un terzo del frutteto italiano (-34,4 %) negli ultimi dieci anni con effetti sui redditi degli imprenditori agricoli, sul paesaggio della campagna italiana e sulla salute dei cittadini, che hanno ridotto il consumo di componenti indispensabili della dieta mediterranea. È questo l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al periodo 1997-2007 che evidenzia un crollo dei terreni coltivati con alberi da frutta. A registrare il calo più drastico i limoni, quasi dimezzati (- 47 %), seguiti dagli agrumi e dai piccoli frutti (- 42%), da peri e peschi (- 38%), aranci (- 34%) e meli (- 23%).
Si tratta del risultato delle forti distorsioni presenti nella filiera ortofrutticola dove secondo l’ultima indagine dell’Antitrust i prezzi triplicano (+ 200%) dal campo alla tavola con i centesimi pagati agli imprenditori agricoli che si trasformano in euro per i consumatori. Dall’analisi dell’Antitrust emerge che su 267 filiere osservate i ricarichi variano dal 77% nel caso di filiera cortissima (acquisto diretto dal produttore da parte del distributore al dettaglio) al 103% nel caso di un intermediario, al 290% nel caso di due intermediari, al 294% per la filiera lunga (presenza di 3 o 4 intermediari tra produttore e distributore finale), facendo segnare appunto il valore medio del 200%.
Una situazione che – sostiene la Coldiretti – ha fatto crollare i redditi degli imprenditori agricoli costretti ad abbandonare una coltivazione tradizionale del Made in Italy mentre i consumi di frutta e verdura delle famiglie si sono ridotti del 20 per cento negli ultimi cinque anni.
«Il minor consumo di frutta è uno dei principali responsabili del dilagante fenomeno di obesità», dice Coldiretti, «con un terzo dei ragazzi italiani che è obeso o in sovrappeso proprio per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore di cibi grassi e ricchi di zucchero».
L’ampia forbice dei prezzi tra produzione e consumo dimostra che c’è spazio da recuperare per garantire redditi soddisfacenti per le imprese e acquisti convenienti per i consumatori. Per questo la Coldiretti ha elaborato un progetto per costruire una filiera tutta agricola, italiana e firmata, per recuperare valore tagliando le diseconomie presenti nel passaggio dal campo alla tavola.

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