Quattro case (e poi altre 10) per i senza dimora, gratuite e in coprogettazione con il terzo settore. E' questo in sintesi
il progetto di housing sociale partito a Bologna per iniziativa del Comune, il cui obiettivo finale è l'inserimento stabile di 50 homeless entro il 2015. Si chiama “Housing First – Co.Bo”, è finanziato con 334 euro per il biennio 2014-2015 e prevede la fattiva collaborazione di un soggetto del terzo settore, scelto tramite un’istruttoria pubblica (domande entro il 26 agosto a
questo link).
Il progetto mira all’inserimento stabile in un’abitazione di persone che vivono in strada e che ricorrono a strutture di accoglienza notturne, persone senza casa, ospiti di dormitori, di strutture per richiedenti asilo, rifugiati, persone che vivono in sistemazioni non garantite, a rischio di violenza domestica o che rischiano di perdere la casa, o ancora che vivono in abitazioni inadeguate. Per loro ‘Housing First – Co.Bo’ prevede anche accompagnamento sociale e sostegno psicologico da parte di un’equipe multiprofessionale che le affiancherà nella conduzione e nel mantenimento degli appartamenti, facilitando la loro integrazione nella comunità. Chi può pagherà un affitto (non più del 30% del reddito), mentre per chi non ne ha la possibilità sarà il Servizio che ha in carico la persone a provvedere al pagamento.
Nato nei primi anni '90 negli Stati Uniti, il modello di intervento “housing first” prevede l’inserimento in abitazioni autonome di persone che si trovano in condizioni di grave marginalità con l’obiettivo di offrire loro un’opportunità e la responsabilità di una casa.
A Bologna il modello è già attivo dal 2013 grazie al progetto ‘Tutti a casa’ dell’associazione Amici di Piazza Grande che a oggi gestisce più di 20 appartamenti in città e che in un anno e mezzo ha inserito 44 adulti e 24 famiglie.
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