Welfare
Lotta al terrorismo e i regimi illiberali
L'agenzia Misna riprende una nota di preoccupazione diffusa da Ben Sedrine, attivista per i diritti umani
di Redazione
Forti, in ogni parte del mondo, i timori che le misure di sicurezza varate dai governi, o ancora allo studio, si riflettano negativamente sul rispetto dei diritti civili. Dopo gli attentati dell?11 settembre la lotta contro il terrorismo è divenuta la priorità assoluta, di fronte alla quale c’è qualcuno che ritiene sia lecito sacrificare le legislazioni garantiste. Ma ci sono anche casi in cui regimi si nascondono dietro queste esigenze di sicurezza per privare interi popoli di ogni forma di libertà.
E’ questa la denuncia che proviene dall?attivista per i diritti umani e giornalista Sihem Ben Sedrine, oggetto di persecuzione da parte delle autorità del proprio Paese, la Tunisia. ?I tunisini ? afferma ? ai quali il regime di Ben Ali aveva promesso nel 1987 la sicurezza in cambio della loro libertà, si ritrovano, al termine di dieci anni di sradicamento del terrorismo, privati dell?una e dell?altra e sottoposti al terrorismo di Stato?. Ben Sedrine prosegue osservando che in questo clima di psicosi a livello planetario, i dittatori del mondo arabo si sentono le mani libere per intensificare la loro repressione e la loro opera di controllo della società. Il presidente Ben Ali ha approfittato della situazione per annunciare la propria candidatura ad un quarto mandato, in contrasto con quanto previsto dalla Costituzione. Sempre più stretti si sono fatti i controlli sulla posta (elettronica e non), le linee telefoniche e Internet.
Anche i detenuti politici hanno subito le conseguenze di questa svolta, sostiene la giornalista. Molti di loro sono stati privati di ogni effetto personale, trasferiti in isolamento e in qualche caso perfino incatenati. Per la sua incessante attività in favore della libertà di espressione e dei diritti umani e civili, Sihem Ben Sedrine è stata quest?anno fra i candidati al Premio Sakharov, assegnato dal Parlamento Europeo.
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