Famiglia
Sos Villaggi dei Bambini scrive al Comitato Onu
L'associazione interlocutore italiano delle Nazioni Unite in materia di accoglienza fuori dalla famiglia d'origine
di Redazione
Con l’obiettivo di fornire al Comitato Onu maggiori informazioni in vista della futura sessione di ascolto del Governo Italiano in materia di diritti dell’infanzia prevista per martedì 20 settembre, Sos Villaggi dei Bambini ha prodotto un documento, con particolare riferimento alla situazione in Italia dei bambini accolti fuori della famiglia d’origine, in risposta alla lista di questioni prioritarie presentate dal Comitato Onu al governo italiano.
È la prima volta che Sos Villaggi dei Bambini si accredita come soggetto interlocutore nei confronti del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
In occasione della pre-sessione utile a definire la lista di questioni prioritarie, infatti, l’associazione è stata ricevuta dal Comitato Onu insieme a una delegazione composta da 12 organizzazioni facenti parte dei gruppi Pidida e Crc.
Nel documento inviato al Comitato Onu, Sos Villaggi dei Bambini illustra la situazione critica italiana caratterizzata dall’assenza di dati aggiornati e completi in merito alla situazione di bambini che vivono fuori della famiglia d’origine, a livello nazionale e regionale, in particolare in Sicilia. L’associazione riprende inoltre la necessità espressa dal Comitato Onu, di definire, sviluppare e implementare standard qualitativi minimi nazionali per l’accoglienza etero familiare, e come Sos Villaggi dei Bambini sottolinea l’opportunità di fare riferimento alle Linee Guida Onu per l’accoglienza dei bambini fuori dalla famiglia d’origine, approvate nel novembre 2009 dall’Assemblea Generale Onu e risultato di un grande lavoro coordinato da Sos Kinderdorf International.
In allegato il documento nella versione originale.
17 centesimi al giorno sono troppi?
Poco più di un euro a settimana, un caffè al bar o forse meno. 60 euro l’anno per tutti i contenuti di VITA, gli articoli online senza pubblicità, i magazine, le newsletter, i podcast, le infografiche e i libri digitali. Ma soprattutto per aiutarci a raccontare il sociale con sempre maggiore forza e incisività.