Leggi

Ad ogni lavoratore il suo “passaporto”

Il Libretto formativo del cittadino, rilasciato dalle Regioni, è finalizzato a favorire il riconoscimento dei crediti da apprendimento formale e non formale

di Benedetta Verrini

Il formato è quello di un curriculum vitae molto dettagliato, suddiviso in sezioni (dati personali, esperienze professionali, titoli di studio, esperienze formative, ecc.), ma definito a livello nazionale e certificato.

E’ il Libretto formativo del cittadino, presentato il primo agosto dal governo e istituito nell?ambito del percorso attuativo della legge Biagi. Il suo obiettivo è di trasformarsi in un ?passaporto universale? per il mercato del lavoro, in grado di valorizzare al massimo la persona e le competenze che ha acquisito durante tutta la sua vita lavorativa.

Il decreto legislativo n. 276/ 2003 lo definisce infatti come lo strumento di registrazione delle «competenze acquisite durante la formazione in apprendistato, la formazione in contratto di inserimento, la formazione specialistica e la formazione continua svolta durante l?arco della vita lavorativa ed effettuata da soggetti accreditati dalle Regioni, nonché delle competenze acquisite in modo non formale e informale secondo gli indirizzi dell?Unione europea in materia di apprendimento permanente, purché riconosciute e certificate».

Responsabili del rilascio del libretto sono le Regioni, che possono delegare ad altri soggetti. Responsabile dell?aggiornamento del libretto è invece essenzialmente l?individuo, che ne è titolare.

Questo nuovo strumento è utile alla persona, perché fornisce informazioni riconoscibili e trasparenti sul suo curriculum, per la ricerca di un lavoro, per la mobilità professionale e per il passaggio da un sistema formativo all?altro. Per il mercato del lavoro e per il sistema delle imprese, d?altra parte, il Libretto formativo può facilitare la riconoscibilità di professionalità e competenze individuali all?interno di un processo di inserimento (ad esempio nei contratti di apprendistato) e mobilità lavorativa (ad esempio nelle varie forme di contratto flessibile).

E’ infine utile anche per le istituzioni, perché valorizza i sistemi di certificazione e riconoscimento, in atto nei sistemi dell?istruzione e della formazione professionale e garantisce la trasparenza e la leggibilità delle informazioni e dei dati formativi e professionali di un soggetto anche in una dimensione europea.

Ora il compito di diffusione del libretto passa a ciascuna Regione e Provincia autonoma, che dovrà individuare i soggetti preposti a supportare la persona (almeno nella fase di introduzione e sperimentazione dello strumento) nella compilazione del documento, garantendone, mediante idonei controlli, la effettiva competenza a svolgere il servizio.

Cosa fa VITA?

Da 30 anni VITA è la testata di riferimento dell’innovazione sociale, dell’attivismo civico e del Terzo settore. Siamo un’impresa sociale senza scopo di lucro: raccontiamo storie, promuoviamo campagne, interpelliamo le imprese, la politica e le istituzioni per promuovere i valori dell’interesse generale e del bene comune. Se riusciamo a farlo è  grazie a chi decide di sostenerci.