Sostenibilità

Clima, lavoro e innovazione al centro della prima tappa del Giro d’Italia della Csr

L’evento itinerante del Salone della Csr e dell’innovazione sociale è partito da Bologna. Cinque le tappe in programma nel 2025, la prossima si terrà il 24 marzo a Gorizia

di Redazione

Riparte il Giro d’Italia della Csr, l’evento itinerante del Salone della Csr e dell’innovazione sociale. Anche l’edizione 2025 ha l’obiettivo di valorizzare le esperienze concrete di imprese e territori, promuovere la cultura della sostenibilità e stimolare un’emulazione virtuosa. Quest’anno, al momento, sono cinque le tappe in programma: sono state scelte per offrire a esperti e organizzazioni la possibilità di confrontarsi e approfondire alcune delle principali tematiche della sostenibilità.

La prima tappa, andata in scena al DumBo, il Distretto urbano multifunzionale di Bologna, e organizzata in collaborazione con Impronta Etica e Scs Consulting, è stata gestita con un format laboratoriale: i partecipanti (appartenenti al mondo delle imprese, al Terzo settore e alla pubblica amministrazione) sono stati suddivisi in sei gruppi di lavoro, con l’obiettivo di confrontarsi e proporre soluzioni concrete su tre diversi aspetti dello sviluppo sostenibile, ma accomunati da un obiettivo: tessere reti per realizzare il cambiamento.

L’argomento rientra nel solco più ampio del tema pensato per la tredicesima edizione del Salone nazionale, in programma all’Università Bocconi di Milano dall’8 al 10 ottobre 2025, dal titolo “Creare futuri di valore”.

Un momenti dei lavori di gruppo della tappa bolognese

La costruzione del programma delle tappe del Giro d’Italia della Csr e dell’edizione nazionale è frutto del dialogo con esperti, accademici, operatori di diversi settori e ha l’obiettivo di coinvolgere gli stakeholder, registrare i cambiamenti in corso, comprendere le esigenze vecchie e nuove delle persone e delle organizzazioni.

«Nessuna organizzazione può essere un sistema chiuso ma deve saper gestire la relazione con altri attori sociali: solo grazie alla capacità di dialogare e confrontarsi si creano reti capaci di condividere le azioni da mettere in campo per generare un impatto positivo per le comunità e i territori», commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone.

Al centro del primo tavolo di lavoro della tappa di Bologna ci sono state le crisi climatiche e ambientali, che segnano in modo sempre più stringente il contesto in cui viviamo. Proprio l’Emilia-Romagna, secondo quanto segnalato dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente, nel 2024 è stata la regione italiana maggiormente colpita dai danni legati al cambiamento climatico. Per far fronte a queste emergenze, la Regione ha presentato un progetto infrastrutturale per la realizzazione di 111 opere strategiche. Ma un vero cambiamento di rotta è possibile solo strutturando soluzioni sistemiche e collettive, capaci di creare un effetto di contaminazione rivolto ad altre iniziative e percorsi.

Nell’identificazione di iniziative sinergiche nel territorio sono stati citati diversi interventi, come la co-progettazione e la realizzazione di impianti di biometano e la collocazione di arnie per la misurazione degli impatti ambientali attraverso indicatori di biodiversità. È emersa inoltre la necessità di ampliare i progetti di rinaturalizzazione delle città per limitare i danni derivati dagli eventi climatici estremi. Anche dal punto di vista della gestione idrica, fare rete risulta fondamentale: l’esempio virtuoso è quello del Patto per l’acqua, l’impegno assunto da Impronta Etica e da 15 imprese socie per intraprendere azioni destinate a una migliore gestione dell’acqua, dall’ottimizzazione di consumi e prelievi idrici fino alla gestione dei rischi.

«Pur in un contesto difficile, è importante l’impegno delle aziende verso obiettivi e percorsi di sostenibilità anche come fattore di competitività», spiega Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica. «In questo ambito è fondamentale la collaborazione tra imprese, istituzioni e società civili. Rafforzando le sinergie e costruendo sistemi collaborativi tra diversi soggetti, possiamo sviluppare soluzioni sostenibili, innovative e condivise, capaci di generare un impatto concreto sulla comunità. In tale contesto, la tappa bolognese del Salone della Csr rappresenta un’importante occasione per Impronta Etica per riprendere esperienze ed evidenze sul ruolo chiave della collaborazione per costruire insieme un futuro più sostenibile e inclusivo».

I partecipanti al tavolo dedicato al lavoro hanno riflettuto sulla complessità e le diverse sfaccettature che questo tema comporta. Quando si parla del lavoro del domani, non si può non affrontare aspetti quali l’inclusione nell’ambiente lavorativo, la gestione del tempo, i nuovi valori e la diversa concezione di lavoro delle generazioni più giovani, la necessità di un nuovo senso di appartenenza all’interno delle organizzazioni. Dai lavori della tappa è emersa la necessità di una governance aziendale sostenibile ed empatica: perché, sino a quando l’impresa non costituirà una governance lungimirante, solida, inclusiva, sostenibile e aperta al dialogo, sarà estremamente difficile riuscire a far fronte a tutte le sfide del futuro e a tramutarle in opportunità.

Un processo emerso dalle esperienze dei partecipanti come fortemente strategico in questo campo è quello del “reverse mentoring”, una procedura che va a sradicare la classica concezione che vede le persone più mature e con più esperienza formare i giovani, ponendo anche le nuove generazioni in una condizione di insegnamento e condivisione della propria visione. Ognuno all’interno dell’organizzazione merita di poter trasmettere ed insegnare qualcosa agli altri, superando logiche gerarchiche di genere, età e diversità di qualsiasi altro tipo.

«In Scs siamo convinti che solo attraverso una visione comune e generando una sinergia concreta tra gli attori del settore pubblico e privato si possano costruire soluzioni efficaci e durature per il nostro ecosistema economico e sociale», aggiunge Stefano Dall’Ara, presidente di Scs Consulting. «Per questo, all’interno della nostra società, abbiamo creato anche una specifica direzione reti e sistemi di impresa con l’obiettivo di strutturare e facilitare la costruzione di network capaci di produrre valore condiviso».

Di fronte alla trasformazione digitale che ormai permea ogni ambito della nostra vita, è indispensabile capire come costruire reti che consentano di affrontare le innovazioni del domani in modo sostenibile. Partendo dalla consapevolezza della necessità di adottare una visione sistemica, capace di includere i diversi aspetti che la spinta all’innovazione porta con sé, dal tavolo di lavoro dedicato sono emersi nodi critici e possibili leve abilitanti. Se da una parte persiste la diffidenza nell’integrazione della tecnologia nei processi e meccanismi di un’organizzazione, una certa quota di rifiuto del cambiamento e un divario digitale all’interno della popolazione aziendale, dall’altra sono state suggerite soluzioni di lungo periodo nell’ascolto attivo e nella diffusione di competenze attraverso la formazione e una comunicazione chiara e trasparente delle possibilità offerte dalla tecnologia. L’obiettivo è quello di garantire una transizione digitale inclusiva, che non lasci indietro nessuno.

I lavori della prima tappa del Giro d’Italia della Csr, aperti da Giuseppina Gualtieri (presidente di Impronta Etica), Anna Lisa Balestra (head of area people & change management e director Reti e sistemi di Impresa Scs Consulting) e Irene Priolo (assessora all’Ambiente, programmazione territoriale, mobilità e trasporti, infrastrutture della Regione Emilia-Romagna), prima delle attività dei gruppi hanno visto svolgersi un dibattito sul tema del futuro sostenibile, moderato da Rossella Sobrero, a cui sono intervenute Stefania Contesini (coordinatrice philosophy and business Unit e responsabile del Laboratorio Filosofia Impresa) e Mariagrazia Bonzagni (direttrice dell’Area programmazione, statistica e presidio sistemi di controllo interni del Comune di Bologna e coordinatrice della Rete SmartBO). Al centro della conversazione, il tema dell’etica e del valore pubblico, frutto della contaminazione di approcci tra imprese e pubblica amministrazione, all’insegna della reciprocità e della cross fertilisation.

Il prossimo appuntamento con il Giro d’Italia della Csr è il 24 marzo 2025 a Gorizia, Capitale europea della Cultura insieme a Nova Gorica: si parlerà di futuro e frontiere, sempre nell’ottica della sostenibilità.

Credit: foto ufficio stampa Salone della Csr e dell’innovazione sociale

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