Inclusione sociale
Educazione finanziaria per le donne, la sperimentazione parte da Trento
Al via la fase di test per la Provincia Autonoma di un progetto biennale pensato per donne, scuole ed enti del Terzo settore. L’obiettivo è potenziare le competenze di cittadinanza economica e promuovere la parità di genere in questo ambito. Previsti anche due appuntamenti di formazione gratuita per le operatrici e gli operatori sociali, case famiglia e centri antiviolenza
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Prende il via Sei di più – Educazione finanziaria per la parità e l’inclusione, il progetto di educazione finanziaria al femminile attivo in via sperimentale sul territorio di Trento. L’iniziativa si rivolge a diverse fasce di età, dalle bambine, alle ragazze sino alle adulte, e viene introdotta per fornire alle donne pari accesso e opportunità di conoscenza sul tema economico, indipendentemente dall’estrazione sociale. Promosso da Fondo Filantropico Bruno Frizzera e realizzato da FEduF (Abi) in collaborazione con Fondo Filantropico Italiano, Fondazione Caritro e Università di Trento, il progetto vuole diffondere e potenziare sul territorio le competenze di cittadinanza economica e parità di genere in questo specifico ambito.
Benessere individuale e collettivo
Primo obiettivo è quello di generare consapevolezza sul significato e sul valore del denaro. Per questo si punta a sedimentare competenze di cittadinanza economica che permettano alle donne di acquisire sufficienti nozioni di base sul tema, contribuendo così al benessere individuale ed anche a quello collettivo. Fondamentale è potenziare il capitale umano, grazie a un investimento sull’incremento di conoscenze, competenze, abilità, emozioni e capacità relazionali.
Gli altri obiettivi chiave dell’iniziativa riguardano la promozione dell’importanza dell’autonomia finanziaria, lo stimolo al raggiungimento di un maggior protagonismo per le donne nella vita e nelle scelte economiche e, infine, il rafforzamento della loro sicurezza nella gestione ordinaria delle risorse e nelle decisioni su investimenti, piani di accumulo e previdenza.
Le attività
Varie le attività previste nel corso dei due anni di svolgimento. Tra queste l’elaborazione di contenuti e strumenti fisici e virtuali, ad esempio video, con consigli pratici su come affrontare il tema del gender gap e della finanza di genere e un taccuino dell’autonomia con pillole di gestione economica e finanziaria di base. Per quanto riguarda l’azione nelle scuole, il progetto propone la dotazione di materiale didattico ai docenti e – nel biennio scolastico 24/25 e 25/26 – prevede un percorso di insegnamento in presenza per le scuole primarie e secondarie di primo grado che affronti il tema dell’educazione finanziaria come leva per gestire il problema del gender gap in ambito economico.
Il dato
Alcuni dati di Consob evidenziano infatti una serie di retaggi e norme sociali che ancora condizionano il percepito delle donne sul ruolo che possono effettivamente rivestire in merito alle scelte di gestione consapevole del denaro. Sul tema emerge una preponderanza decisionale al 74% in mano agli uomini. Per questo il progetto offre percorsi tematici concentrati sull’introduzione dell’educazione finanziaria per le donne all’interno della famiglia. Il progetto la utilizza come strumento di inclusione e prevenzione della violenza economica intesa anche come controllo sull’autonomia decisionale della donna nell’utilizzo delle risorse, come sabotaggio economico, presentando l’educazione finanziaria come mezzo di empowerment. La capacità di gestire le proprie finanze aumenta l’autonomia e riduce la dipendenza sotto l’aspetto finanziario permettendo alle donne di essere maggiormente incluse nelle decisioni economiche personali e famigliari, di potenziare il proprio capitale umano e di avere riferimenti concreti per prevenire questa forma di violenza, identificarne i segnali e chiedere aiuto.
Per le comunità
Il progetto si rivolge inoltre alle operatrici e operatori che lavorano presso case rifugio, comunità mamme-bambino, centri di accoglienza stranieri, centri antiviolenza, introducendo due appuntamenti dedicati all’interno dei quali si discuterà di come individuare i casi di violenza economica e i casi di privazione economica in cui si trovano le donne, anche inconsapevolmente. Si cercherà anche di valorizzare tutti quegli elementi multiculturali che consentono di affrontare questo tema anche rivolgendosi a donne migranti di prima o seconda generazione, in un’ottica che punta all’inclusione.
Nel secondo appuntamento alle operatrici saranno forniti una serie di strumenti che gli operatori potranno suggerire alle donne con l’obiettivo di costituire un primo passo verso una gestione autonoma del denaro, dall’acquisto di un capo di abbigliamento o di un bene di prima necessità per loro stesse, fino all’apertura di un conto di base. Le donne, gli enti e tutti i cittadini trentini interessati, possono partecipare all’evento informativo del 27 febbraio presso il Grand Hotel Trento oppure scrivere un’email a fondobrunofrizzera@fondofilantropicoitaliano.it.
Foto in apertura di Christina @ wocintechchat.com su Unsplash
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