Non profit
Bologna si cura in casa
Le esperienze di due associazioni: Ant e Ageop. Tutte due puntano su assistenza domiciliare e chemioterapia orale.
Se la sopravvivenza al tumore è in aumento, l?ansia per la pesantezza delle cure rimane.
La chemioterapia, cui pressoché ogni malato oncologico è sottoposto, ha una serie di sintomi pesanti, capaci di abbattere la persona più ottimista e resistente. Sintomi ancora più insopportabili se accompagnati alla fatica degli spostamenti da casa al day hospital e ritorno. L?assistenza domiciliare è stata attivata al fine di migliorare la qualità della vita dei pazienti con tumore, con un?attenzione particolare alla persona e ai suoi bisogni, una volta appurato che vivere la malattia a casa propria è estremamente più sopportabile che affrontarla in un luogo asettico e anonimo come un ospedale.
L?Ant – Associazione nazionale tumori, da anni assiste a domicilio persone affette da cancro: “Il nostro primo pensiero”, racconta Gildino Farabegoli, responsabile sanitario dell?Ant, “è per il malato. Cerchiamo di rendergli la malattia il più leggera possibile. Per questo, da oltre cinque anni, da quando la legge ha reso la terapia iniettiva difficoltosa a domicilio, utilizziamo la chemioterapia orale. L?efficacia è identica, col vantaggio di avere meno effetti sintomatici”.
Migliori cure disponibili, ma a parte i pazienti seguiti dall?Ant, quanti sono realmente informati sulle terapie disponibili? Daria Sassoli de? Bianchi, presidente di Ageop Ricerca, Associazione genitori ematologia e oncologia pediatrica, è membro del comitato etico dell?Ospedale S. Orsola ? Malpighi di Bologna ed è la prima a sottolineare la necessità di una libera informazione: “Essendo madre di un bambino deceduto a causa di questa grave malattia, ho visto personalmente una grande apertura da parte dei medici verso ogni terapia, comprese quelle alternative. La filosofia che sta alla base della cura è di non entrare mai in conflitto col paziente e la sua famiglia, ma di individuare ciò che è meglio per ciascuno”.
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