Cultura

Una pagina per due

Volumetti indirizzati ai piccoli stranieri che vivono nel nostro Paese, ma anche agli studenti italiani che li hanno come compagni di scuola. È l’idea, semplice e coraggiosa, della casa editrice Sinno

di Giacomo Ratti

Ai dittatori, si sa, le lingue secondarie o minoritarie piacciono poco. Segno di una insopportabile diversità, vanno cancellate, estinte, o quanto meno combattute, in quanto troppo poco omogenee al potere. Così, per esempio, fecero Francisco Franco e Benito Mussolini. Un?autentica democrazia, invece, tutela la varietà di lingue e dialetti. E ne è a sua volta tutelata. Anzi, si può dire che democrazia e alterità linguistica si sostengono a vicenda. Un problema da porsi anche nell?Italia dei nostri giorni, sempre più destinata a un futuro di società multiculturale e multirazziale. Più aumenta il numero degli immigrati e delle famiglie straniere, più aumentano i bambini stranieri iscritti alle scuole italiane. Bambini bisognosi di imparare la nostra lingua, ma anche di conservare la propria, e con essa le proprie tradizioni e la propria cultura. Mentre, al contempo, i bambini italiani sono sempre più posti di fronte alla necessità di confrontarsi con la ?diversità? di questi coetanei giunti da Marocco e Albania, Cina o Filippine.
Semplice come un uovo di Colombo, ma anche coraggiosa e rivoluzionaria, è dunque l?iniziativa di una piccola casa editrice romana, la Sinnos (tel. 06/3701907), nata a Roma nel 1990 come cooperativa volta a reinserire detenuti italiani e stranieri nel mondo del lavoro. La Sinnos, dunque, ha lanciato una collana (?Mappamondi?) di libri bilingui per ragazzi. Volumetti scritti da autori immigrati e indirizzati sia agli studenti italiani che hanno compagni di scuola stranieri, sia a quelli stranieri che hanno compagni di scuola italiani. ?Libri ponte?, dunque, tra storie, lingue e culture diverse. Libri scritti da immigrati filippini, marocchini, eritrei, capoverdiani, albanesi; di diversa estrazione sociale, ma comunque tutti desiderosi di trovare una giusta integrazione fra la propria comunità d?origine e quella italiana. Com?è il caso di Ahmed Bekkar, marocchino di Casablanca, che da dieci anni lavora a Sassuolo come ceramista ma che nel tempo libero è anche bravo attore teatrale. Ahmed ha raccontato storie e proverbi, indovinelli e persino ricette del suo Paese a Silvia Roncaglia, autrice di libri per ragazzi. Ne è nato ?I muri di Casablanca?, divertente libretto con testo a fronte in arabo, dove Bekkar racconta la sua giovinezza a Casablanca, ma anche l?impatto con la realtà italiana: lo sbarco in Sardegna, la paura per le urla ?terribili? della gente che giocava alla morra, l?invito a unirsi a loro, imparando a contare in sardo: Batros, chimbi, chimbanta, chento! Alla fine, come in tutti i libretti della collana, una serie di pagine gialle fornisce informazioni sulle associazioni, le scuole e i luoghi d?incontro della comunità di cui si parla.

A scuola
Studenti stranieri in Italia 45.383
Da Paesi europei 19.146
Da Paesi extraeuropei 26.237
Al Nord 62,8%
Al Centro 27,5%
Al Sud e isole 9,7%

Immigrati: che ne sai?
Ma siamo proprio sicuri di saperla giusta sul fenomeno immigrazione? Per tentare di rispondere a questa domanda la Cisl del Veneto ha lanciato la campagna ?Due, tre cose che so di lui?. Si tratta di un libretto distribuito a tutti gli iscritti al sindacato (ma non solo a loro), con delle schede informative ma anche indagative. Nella prima parte delle schede, infatti, viene chiesto se si è d?accordo o meno con alcune delle affermazioni che spesso vengono fatte quando si parla d?immigrazione (?Siamo di fronte a una vera e propria invasione?, ?Stanno islamizzando l?Italia?, ?La maggior parte di loro vive d?espedienti?); la seconda parte, invece, riporta alcuni dati per poter confrontare i giudizi espressi con la realtà dei fatti. Così si scopre che l?incidenza della presenza degli immigrati sul totale dei residenti in Italia è solo del 1,9 per cento; oppure che gli immigrati in Italia sono per la maggior parte cristiani (52,8 per cento), più che musulmani (33,9 per cento); oppure che sono stati ben 600 mila gli stranieri in Italia con permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Più informazione, meno pregiudizi.
Per saperne di più: Cestim (Centro studi immigrazione della Cisl di Verona), tel. 045-8011032.

L?opinione di Valeria Marietti
Ma il Terzo mondo è qui

L?iniziativa della casa editrice Sinnos è senz?altro meritoria, come lo è qualsiasi iniziativa volta ad avvicinare alla lettura gli studenti delle nostre scuole. Siano essi figli di italiani o siano figli di immigrati. Perché gli studenti delle nostre scuole leggono pochissimo: gli indici di lettura sono da Terzo mondo, lontanissimi da quelli dei ragazzi francesi (che sono i lettori più forti del Continente) o dei ragazzi del Nord Europa. D?altronde, i ragazzi rispecchiano i loro genitori, e gli adulti italiani leggono ben poco.Noi della Piemme non abbiamo ancora pensato a pubblicare testi in lingua straniera per i ragazzi immigrati. Ognuno, d?altronde, ha le sue caratterizzazioni. Noi pubblichiamo narrativa in lingua italiana, e siamo premiati dal successo del ?Battello a vapore?, la collana più amata dai giovani lettori. All?interno di essa però trovano spazio anche storie dedicate alla necessità della tolleranza e dell?integrazione etnica. Penso per esempio a Mustafà nel paese delle meraviglie, scritta dal palestinese Ghazi abdel-qadir. È un titolo della serie rossa, dedicata ai ragazzini con più di 12 anni, e ha vinto dei premi importanti in Austria e in Svizzera. La storia è ambientata in Kuwait, dove la famiglia di Mustafà è fuggita per sfuggire alla guerra che infuriava in Libano, negli anni Ottanta. Il papà del bambino finisce in prigione non per colpa sua, e allora Mustafà viene aiutato a sopravvivere grazie alla solidarietà delle persone che incontra.
casa editrice Piemme

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