Presidente, vicepresidente, coordinatore e addetto stampa. Tutte donne. Isola felice in un arcipelago, quello della dirigenza delle organizzazioni di secondo livello del non profit, dominato dai maschi. Benvenuti ad Alessandria, roccaforte femminile dei Centri di servizio per il volontariato, unica sede italiana con i vertici rosa.
Solo il 10% dei presidenti dei Csv del Belpaese, infatti, è donna. Otto, per l’esattezza, contro 69 uomini. Un dato che va in controtendenza rispetto al resto del mondo del volontariato, come rivela una recente ricerca della Feo-Fivol dalla quale risulta che nel 2006 il 33,6% dei presidenti delle organizzazioni di volontariato è un esponente del gentil sesso. Secondo Marco Granelli, presidente di CSV.net, più che il fattore culturale pesa la scarsa attenzione verso il tema della conciliazione vita-lavoro nell’organizzazione delle sedi. «È un problema di carico di lavoro. I presidenti dei Csv spesso si occupano anche della guida delle associazioni di provenienza. Sommano, dunque, impegni che non sono facilmente conciliabili con quelli familiari che già gravano sulle donne». A CSV.net, tuttavia, per invertire la rotta hanno modificato il regolamento e previsto la presenza femminile obbligatoria nel comitato esecutivo e nel consiglio direttivo. Francesco Dente
17 centesimi al giorno sono troppi?
Poco più di un euro a settimana, un caffè al bar o forse meno. 60 euro l’anno per tutti i contenuti di VITA, gli articoli online senza pubblicità, i magazine, le newsletter, i podcast, le infografiche e i libri digitali. Ma soprattutto per aiutarci a raccontare il sociale con sempre maggiore forza e incisività.