Cultura
Un vero cantautore: Beck torna a deliziarci ludito
Recensione del cd "Sea Change" di Beck.
Occorre un po? di tempo per penetrare nella materia densa di Sea Change, l?album con cui il ragazzo prodigio del rock è tornato a deliziare le nostre orecchie. Il disco di Beck ha una trama fitta in cui la voce naviga con sicurezza e una chitarra acustica vecchio stile si fa spazio per indicare la giusta rotta. Questo rock organico e pulsante assomiglia molto poco alla musica con cui Beck ha conquistato l?attenzione del grande pubblico. è anni luce lontano dal chiacchiericcio di gruppetti più o meno alla moda e segue, invece, il solco della più nobile tradizione d?oltreoceano. Tanto che per trovare dei padri al giovane di Los Angeles si è dovuto andare indietro nel tempo e scomodare mostri sacri come Bob Dylan e Johnny Cash. Sea change viaggia su vari registri, ma stupisce per l?unità dell?insieme. Immagini, amori e grandi solitudini si legano tra loro, sostenuti da un sentimento di attesa e sottile melanconia. Folk e spazi aperti, la musica come una land infinita, dove passo dopo passo è facile perdere il senso dell?orientamento. Tra i pezzi più belli, Round The Bend e la meravigliosa Little One, che richiama alla mente il lirismo oscuro di Kurt Cobain. Va ricordato poi il lavoro sopraffino negli arrangiamenti di Nigel Goldrich, già collaboratore dei Radiohead, e gli archi diretti dal padre del cantante, David Campbell. Tutto il gusto raffinato del disco si deve però al genio romantico di Beck: un vero cantautore.
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