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5 per mille, il non profit ha detto s

Vita Magazine in edicola pubblica un'intervista esclusiva al ministro dell'Economia, che ha voluto questa misura. «Così si fa sussidiarietà vera e si rompe il monopolio politico»

di Redazione

In edicola con il settimanale Vita un?intervista esclusiva al ministro dell?Economia, Giulio Tremonti (già online per i soli abbonati). Obiettivo fare il punto sulla nuova norma del 5 per mille per beneficiare della quale si sono già registrate al sito dell?Agenzia delle Entrate quasi 29mila organizzazioni non profit italiane.

Ecco alcuni stralci dell?intervista. Agli economisti che hanno arricciato il naso di fronte a questa legge, per esempio quelli di lavoce.info, parlando di un costo aggiuntivo per lo Stato, Tremonti fa notare la tipologia dei ?settori interessati dal nuovo 5 per mille sono il non profit, la ricerca scientifica e l?università, la ricerca sanitaria, i servizi sociali del Comune. Si tratta dunque di un investimento perché sono settori strategici dello sviluppo: destinare risorse a questi settori significa permette al cittadino di scegliere direttamente l?ente che intende finanziare, indicandone il codice fiscale in dichiarazione. Il cittadino ritorna, in questo modo, ?padrone? di una parte dell?imposta. Inoltre è un modo per far rivivere le virtù democratiche del principio ?no taxation without representation?, restituendo sovranità al contribuente. Rompe il monopolio della politica, trasferendo quote di potere e responsabilità dallo Stato alla società. Potrà non capirlo chi ancora ritiene – in un eccesso di statalismo – che la politica debba rimanere il decisore onnipotente e unico di tutta la spesa pubblica. Un nodo culturale che il non profit ha mostrato di capire?.

E sui costi? Per Tremonti ?Il 5 per mille è a costo zero per il contribuente e questo lo rende più funzionale delle deduzioni. Quest?anno è stato previsto in via sperimentale. Una possibile evoluzione potrà essere quella di estenderlo a tutta la quota dell?imposta (come avviene già per l?8 per mille) anziché limitarlo alla quota relativa alle scelte di chi decide di utilizzarlo?.

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