Una nuova Mutualità

di Paolo Venturi

La recente partecipazione  ad un convegno in Sicilia promosso da un consorzio della rete CGM sul rapporto fra Politiche Sociali e Bisogni Sociali mi ha definitivamente restituito la consapevolezza che é finita un’era e che siamo dentro ad una lunga transizione di cui non conosciamo le fasi,  ma che certamente terminerà  con un cambiamento radicale e irreversibile.

Cosa muove questo cambiamento ?

L’enorme quantità e la pressione di nuovi bisogni insoddisfatti sta gradualmente demolendo le rigiditá dell’attuale sistema politico, economico e sociale del nostro Paese.

Non esiste piú una distinzione netta fra ció che é politico, ció che economico e ciò che è sociale; lo Stato, il Mercato e la Societá Civile incorporano nella loro “funzione obiettivo” tratti ed obiettivi che sono insieme politici, economici e sociali e questo cambia radicalmente la prospettiva e quindi i termini del dibattito.

Un’evidenza di questo possiamo osservarla guardando all’impresa sociale.

Mentre può apparire  piu’ semplice individuare in essa, la finalità sociale (interesse della comunitá) e quella economica (occupati e patrimonio), meno banale (almeno per me) è  identificare la finalitá politica: ma il dibattito a cui ho assistito a  Ragusa  mi ha aiutato  in questo.

– L’impresa sociale ed in particolare la cooperazione hanno la responsabilità, attraverso percorsi di innovazione, di realizzare quelle esperienze capaci di rigenerare il valore e la pratica di cosa è pubblico e di come si gestisce.

– L’impresa sociale ha la responsabilità di declinare il principio del co-operare tanto nel mercato quanto nel rapporto con la pubblica amministrazione, attraverso il contributo  di quelle esperienze capaci di “riformare” modelli obsoleti di prestazioni sociali e di partecipazione.

Socializzare e aggregare la domanda di nuovi bisogni per poi orientarla verso una nuova offerta “pubblica” costruita in un nuovo e diverso ruolo fra pubblico e privato sociale é una nuova forma di  mutualità. Una  Mutualità che si declina nell’aggregare bisogni plurali  per poi trasformali in governace plurali in cui il principio “co-operativo”, ossia condividere strumenti e fini per un comune obiettivo, diventa centrale.

Una nuova Mutualità per  nuovo Welfare, appunto.

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