Non profit

Eritrea alla sete. La campagna di Mani Tese

Acqua introvabile e raccolti andati a male. L'associazione di Milano prova a dare una mano

di Redazione

L?Eritrea deve affrontare un?altra calamità. In questo Paese non c?è quasi più acqua e l?85% del raccolto è andato perduto. Infatti, dopo la già prolungata siccità che sta colpendo l?Eritrea dall?agosto del 2001, l?inizio dei principali ?Kremti? o piogge estive (giugno – settembre) è stato posticipatio di circa sei settimane. Quando le piogge finalmente sono arrivate, durante la terza decade di luglio, queste sono stati inconsistenti e distribuite in modo irregolare. Nei mesi estivi, si è verificato meno del 50% delle precipitazioni e molti luoghi ne hanno ricevute meno del 25%, rispetto alla norma.

Oggi la situazione è molto grave: l?abbassamento del livello dei pozzi sta causando forti carenze di acqua potabile per la popolazione e per il bestiame.

Più di un milione di vittime delle siccità e della guerra sono soggetti a carenza di cibo. La sopravvivenza di migliaia di bambini, donne incinte e madri che allattano può essere a serio rischio, in considerazione del forte deficit di cibo che la popolazione sta affrontando. Inoltre, la situazione è peggiorata a causa della tiepida risposta all?appello di aiuti alimentari lanciato alla comunità internazionale durante gli ultimi otto mesi che richiede almeno 400.000 tonnellate di grano per fronteggiare l?imminente crisi umanitaria, risultato di questo anno di prolungata siccità. Questo grano ancora non è arrivato.

Mani Tese rinnova l?appello ai cittadini italiani a sostenere il popolo eritreo:

C.C.P. 291278 intestato a Mani Tese, P.le Gambara 7/9, 20146 Milano

Banca Etica C/C n° 40, ABI 5018, CAB 12100

CAUSALE: Progetto n° 1942 EMERGENZA ACQUA

Con questo denaro Mani Tese provvederà a far fronte all?emergenza alimentare in Eritrea, dove l?Associazione opera dagli anni 80.

Info: www.manitese.it

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