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Torni in vacanza nel tuo paese? Perdi il diritto d’asilo
Il ragionamento della cancelliera Merkel affidato a un giornale tedesco: se un cittadino richiedente asilo va in ferie nel proprio paese d'origine forse non corre i gravi pericoli che giustificano i provvedimenti di protezione e accoglienza. Semplice buon senso o paura delle imminenti elezioni?
«Provvedimenti severi» saranno presi nei confronti dei richiedenti asilo che vanno in vacanza nei loro paesi d’origine. Lo ha detto Angela Merkel nel corso di un’intervista pubblicata dal giornale Welt am Sonntag. «Non si va in vacanza nel paese in cui si viene perseguitati», ha osservato la cancelliera, che si prepara ad affrontare le elezioni politiche tra meno di un mese, ma che ha ribadito di recente di non essere pentita della propria politica di accoglienza nei confronti dei rifugiati. Certo, se un cittadino che asserisce di correre gravi pericoli in patria, poi ci torna in ferie, qualcosa secondo Merkel non quadra, e quindi «questo potrebbe essere un valido motivo per riesaminare il caso», magari togliendo la protezione all’improvvido vacanziero.
Non ci sono dati ufficiali sul fenomeno, scrive il giornale, tuttavia i media tedeschi si sono buttati sull’argomento: l’anno scorso Die Welt aveva portato alla luce i casi di alcuni richiedenti asilo che erano tornati in paesi come la Siria o l’Afghanistan per brevi periodi, prima di far ritorno in Germania. Una pratica che, secondo l’Unhcr, non sarebbe però così «diffusa».
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